Berlusconi espulso dal Parlamento? Schieramenti, numeri e tempi della Giunta

La maggioranza nella Giunta del Senato è per la “decadenza”: 14 a favore, 8 contrari. La difesa dell’ex premier si appella alla Corte Costituzionale e alla Corte europea

Alle 15 si riunisce la Giunta per le immunità del Senato. Ventidue senatori dovranno esaminare il caso della decadenza di Silvio Berlusconi, sollevata dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle dopo la condanna definitiva del Cavaliere per frode fiscale nel processo Mediaset. In tempi ancora da verificare dovrà prendere una decisione: espellere o no Silvio Berlusconi dal Parlamento.

CRISI DI GOVERNO? Da settimane, gli esponenti del Popolo della Libertà ripetono che sulla questione si gioca il futuro del governo Letta. Ieri il vicepremier Angelino Alfano ha ribadito che «la questione non è chiusa»: se Berlusconi fosse espulso dal Parlamento grazie ai voti del Partito Democratico non ci sarebbero più le condizioni per un esecutivo di larghe intese. Prima di arrivare a un’espulsione e a una conseguente crisi dell’esecutivo, però, i membri della Giunta dovranno esaminare le carte, ascoltare i pareri della difesa e riflettere sull’applicabilità della legge Severino nel caso di Berlusconi.

I NUMERI IN GIUNTA. A favore dell’espulsione del leader del Pdl ci sarebbero, stando alle appartenenze partitiche, almeno 14 senatori su 22 (vedi lo schema di Repubblica riprodotto qui sotto). Qualora Sel, Pd e Movimento 5 Stelle votassero a favore della decadenza da senatore, il leader del centrodestra dovrà abbandonare Palazzo Madama. A questa ipotetica maggioranza si è appellato il vicepremier Alfano, che ieri ha chiesto a ognuno dei componenti della Giunta di «sfuggire alla logica centrodestra-centrosinistra per evitare che la decisione sia politica». «Abbiamo sempre detto – ha aggiunto Alfano – che chiediamo un giudizio sulla base del diritto e non della politica di questi anni. Speriamo che la valutazione degli elementi di sinistra all’interno della commissione sarà in base al diritto e non alla politica».

7-10 GIORNI. Quanto tempo impiegherà la Giunta a esprimersi sulla decadenza di Berlusconi? «I primi 7-10 giorni sono riservati alla difesa dell’interessato e al termine ci sarà un’udienza pubblica, rinviabile solo per motivi di causa maggiore». A spiegarlo è il presidente della Giunta delle Elezioni del senato, Dario Stefano (Sel). «Tutto dipenderà dalla proposta che verrà presentata oggi dal relatore Andrea Augello (Pdl). Non è escluso che si arrivi alla votazione già entro la settimana, in ogni caso sarà la Giunta a decidere il calendario delle prossime sedute».

LA DIFESA. Sul versante processuale, gli avvocati di Berlusconi starebbero preparando una richiesta di revisione del processo sui diritti Mediaset, basata sulle carte svizzere rese note da uno scoop di Tempi. Se fosse accolta la richiesta da parte del Tribunale di Brescia, nella migliore delle ipotesi per Berlusconi potrebbe essere ribaltata la sentenza di condanna definitiva a 4 anni di carcere e 5 anni di interdizione ai pubblici uffici. Sul versante parlamentare, per scongiurare la decadenza, la difesa di Berlusconi ha deciso di appellarsi alla Corte europea di Strasburgo. Il relatore Andrea Augello (Pdl) chiederà alla Giunta di rimandare qualsiasi voto in attesa della decisione di Strasburgo e solleverà anche la questione di costituzionalità della Legge Severino, auspicando che che la Giunta chieda un parere alla Corte Costituzionale. Secondo il centrodestra, è la Consulta che dovrà dirimere la questione di costituzionalità sull’applicazione retroattiva della legge che limita l’accesso al parlamento ai cittadini che abbiano subito condanne definitive. Secondo l’articolo 25 della Costituzione, infatti, «nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso». Dunque Berlusconi, secondo la difesa, non potrebbe essere espulso dal Parlamento, avendo commesso il fatto ben prima che fosse varata la legge Severino.