Berlusconi? Decadenza sicura: per il Pd la questione è tutta politica (altro che “legalità”)

Stefano Folli soffoca ogni speranza per il leader del centrodestra. Il Pd non voterà in base al diritto: non può regalare terreno a Beppe Grillo

In un commento apparso oggi in prima pagina sul Sole 24 ore Stefano Folli, notista politico del quotidiano di Confindustria, tra l’altro ex direttore del Corriere della Sera, scrive che «Silvio Berlusconi si sta avviando, un passo dopo l’altro, verso la decadenza dal mandato parlamentare». È lapidario Folli: nella Giunta per le elezioni del Senato, chiamata in questi giorni a decidere se togliere o meno in base alla legge Severino l’agibilità politica all’ex premier condannato, i rappresentanti del Pdl al massimo «possono guadagnare tempo (nemmeno tanto) con qualche astuzia procedurale, ma la strategia di fondo sembra fallita».

ESITO SCONTATO. «Il rinvio che avrebbe introdotto una serie di dubbi sui profili della legge Severino (le famose “pregiudiziali”, ndr): dalla retroattività al rispetto dei diritti dell’imputato fino alla congruenza delle norme con la legislazione europea», secondo il giornalista, non sarà accettato dalla maggioranza della Giunta. O meglio, «in teoria l’operazione del Pdl è ancora in corso, dal momento che la commissione voterà solo oggi, dopo la relazione del sen. Augello», ma con ogni probabilità «non sarà così». Secondo Folli infatti «i numeri sono contro Berlusconi e la maggioranza che sostiene il governo si è spaccata. (…) Il Pdl è finito in minoranza. E con esso Berlusconi». Il nuovo relatore – che sostituirà Augello, visto che questi «era figlio della “larga intesa” andata in pezzi» – «spingerà, sull’asse Pd-Sel-Cinque Stelle, per la decadenza del condannato», scrive Folli.

MA QUALE “DIRITTO”. Altro che legalità, applicazione delle norme e decisione presa sulla base del diritto. La “partita della decadenza” del Cavaliere è tutta, squisitamente, politica. Anche se «ci vorrà un po’ di tempo perché occorre studiare di nuovo le carte e preparare un’altra relazione», «qualche settimana al più» per adempiere al questioni procedurali, l’esito della battaglia per Folli è scontato: «Si sapeva che il muro contro muro avrebbe portato a questi esiti», scrive. «Ma il centrosinistra poteva agire in modo diverso senza suicidarsi sul piano politico?». Detto in altre parole: il Pd non può permettersi di «regalare altro spazio ai “grillini”», tanto meno in uno scenario in cui sono tanti, anche tra i berlusconiani a ribadire che «si andrà in fretta alle elezioni».

IL FUTURO DEL CAVALIERE. Ma se sulla decadenza da senatore Berlusconi ha il destino segnato, secondo Folli il ruolo politico del Cavaliere non è finito. Il capo del centrodestra, scrive il commentatore del Sole 24 ore come una sorta di auspicio, «è ancora in tempo per tenere a bada la tentazione distruttiva di rovesciare tutte le contraddizioni sul governo Letta». Potrebbe «inaugurare un modo originale di fare politica al di fuori del Parlamento. Mantenendo una sorta di leadership del centrodestra, con l’obiettivo prioritario di creare un gruppo dirigente capace di guardare al futuro sulla base di una salda e non strumentale vocazione governativa». I moderati, conclude Folli, ne sarebbero ben felici: «In questi anni di traumi ne hanno vissuti fin troppi».