Belgio. Legge sulla co-genitorialità per le lesbiche fa arrabbiare i maschi gay che «si sentono discriminati»

La decisione senza precedenti equipara le coppie formate da due donne a quelle eterosessuali per quanto riguarda il riconoscimento legale e giuridico della filiazione

Il Parlamento del Belgio ha approvato ieri una legge sulla co-genitorialità, che equipara le coppie formate da due donne a quelle eterosessuali per quanto riguarda il riconoscimento legale e giuridico della filiazione. La decisione è senza precedenti perché la nuova legge riconoscerà ciò che evidentemente non esiste nella realtà.

FECONDAZIONE E ADOZIONE. In Belgio il matrimonio gay è legge dal 2003 mentre la fecondazione è completamente liberalizzata dal 2007. Una coppia formata da due donne per avere un figlio può ricorrere alla fecondazione utilizzando lo sperma di un donatore anonimo ma la donna che non porta nel grembo il bambino, per essere riconosciuta come genitore, fino ad oggi ha sempre dovuto ricorrere alla pratica dell’adozione.

PRESUNZIONE DI COSA? Ma grazie alla nuova legge approvata ieri, che sarà ratificata in via definitiva settimana prossima, la compagna della madre che partorisce il figlio verrà considerata a tutti gli effetti genitore del bambino, come avviene per il padre nelle coppie eterosessuali.
Se nel caso delle coppie eterosessuali, però, la legge per tutelare la donna e il bambino ha sempre poggiato sulla presunzione di paternità, le nuove norme approvate ieri stabiliscono qualcosa che non esiste e non può avvenire, non potendo un bambino essere generato da due donne.

GAY DISCRIMINATI. La legge non vale per le coppie omosessuali maschili, dal momento che il Belgio non ha ancora legalizzato la pratica dell’utero in affitto e per questo c’è già chi parla di «discriminazione delle coppie gay». Un controsenso, se si pensa che per approvare la norma i parlamentari hanno posto l’accento sulla lotta alle disuguaglianze: «Le coppie hanno sofferto psicologicamente di questo mancato riconoscimento. Nessun genitore, biologico o meno, è secondo all’altro. Non c’è un genitore numero uno e la filiazione omosessuale non può che migliorare il benessere e il funzionamento della coppia e della famiglia».

LEGGE NEGA LA REALTÀ. Questa soluzione «è ugualmente importante anche per il nascituro, che così non percepirà la disparità dei suoi due genitori. Questo riconoscimento è simbolico e permette alla coppia di rassicurare il bambino». Per sapere se il bambino si sentirà rassicurato a vedersi negare un padre non solo nei fatti ma anche sulla carta bisognerebbe chiederlo a lui. Ma che questo riconoscimento sia simbolico è vero, perché sancisce ufficialmente che oggi il diritto positivo può a colpi di maggioranza rendere vero il falso e reale ciò che non esiste.