Bechis: «Che casino che ho combinato. Me ne sto chiuso in ufficio fino al voto»

«Che casino. Ho staccato tutti i telefoni e sto chiuso in ufficio. Mi sa che di qui esco domani, per il voto alla Camera sul rendiconto». Franco Bechis, vice direttore di Libero e autore dello scoop che questa mattina aveva dato per certe le dimissioni di Silvio Berlusconi, si confida con tempi.it

«Che casino. Ho staccato tutti i telefoni e sto chiuso in ufficio. Mi sa che di qui esco domani, per il voto alla Camera sul rendiconto». Franco Bechis, vice direttore di Libero e autore dello scoop che questa mattina aveva dato per certe le dimissioni di Silvio Berlusconi, si confida con tempi.it dopo aver affidato al suo giornale una precisazione importante, visto che da Fli sono piovute minacce di querela per “aggiotaggio” in relazione all’andamento dei titoli di Borsa che in mattinata sembrava avessero reagito positivamente alla notizia delle (presunte) dimissioni del premier.

Ed ecco la ricostruzione di Bechis. «Questa mattina ero a Omnibus su La7. Alla fine della trasmissione Enrico Mentana ha portato in studio Paolo Cirino Pomicino, che ha annunciato le dimissioni di Silvio Berlusconi fra stasera e domani. In diretta ho detto che non ci credevo e che non sarebbe accaduto nulla questa settimana. Quando sono uscito ho sentito più dirigenti del Pdl che mi hanno informato di una riunione con il premier chiusa all’una di notte dove si erano ipotizzate le dimissioni. Ne ho riferito su twitter, con la cronaca minuto per minuto. Poi è arrivata la smentita».

«Ho continuato a riferire le informazioni così come le ricevevo, perché questo è il mestiere che ho imparato. Siccome molti commenti hanno ipotizzato una cosa sciocca, come la turbativa dei mercati e una mia (e di Giuliano Ferrara) speculazione su titoli di Stato, ho scelto di proteggere le fonti con la distorsione della mia e loro voce, ma di testimoniare che ho fatto come mio dovere il cronista. Per altro non ho risparmi e un avvocato ha chiesto ed ottenuto il pignoramento del mio stipendio per un articolo altrui ritenuto diffamatorio e risalente alla mia direzione responsabile de Il Tempo. Non sono riusciti a farsi pagare dalla società nè dai due giornalisti che scrissero, e hanno pignorato me. Non ho speculazioni da fare».