Battista (Corriere): «I giornali hanno dato per morto Berlusconi e la sua gente. Abbiamo sbagliato tutti»

Pierluigi Battista scrive sul Corriere della Sera: «Daranno la colpa all’elettorato. Ne deploreranno la rozzezza, la credulità, la volgarità. E ancora una volta non avranno capito».

Ma «il berlusconismo non era stato cancellato e sepolto», si chiede il Corriere della Sera all’indomani del voto che ha visto una coalizione prevalere sull’altra per soli 124 mila voti? No, è la risposta di Pierluigi Battista: ha perso terreno «ma il mondo che ha scelto Berlusconi in tutti questi anni non è stato inghiottito dal nulla. I media non se ne sono accorti. Noi non ce ne siamo accorti. La bolla in cui vive chi fa opinione non se n’è accorta. Ma il centrodestra viveva ancora nel Paese. Devastato. Malconcio. Ma esisteva».

CIÒ CHE VUOLE LA GENTE. «Ne fanno una questione di stile, anzi di mancanza di stile – continua Battista – E sono inorriditi che un uomo che incarna così compiutamente tutto ciò che le élite considerano moralmente ed esteticamente riprovevole possa ancora avere un suo ragguardevole seguito. Ma lui parla di tasse. E loro non si accorgono che milioni di italiani si sentono vessati dalle tasse. Sorridono sulla “restituzione dell’Imu”. Ma non si accorgono che l’Imu è stato un colpo durissimo in tempo di tredicesime. Lui parla di Irap e loro non si accorgono che per colpa dell’Irap piccole e piccolissime aziende chiudono e che il popolo berlusconiano non voterà mai e poi mai chi non si occupa di Irap e piuttosto si astiene, piuttosto vota Grillo, ma quelli che ignorano l’Irap mai e poi mai. Lui parla di Equitalia, e loro non se ne accorgono».

DARANNO LA COLPA ALL’ELETTORATO. Certo, parte del «popolo berlusconiano se n’è andato», ma «quasi il trenta per cento degli elettori, non aveva alternative. Stavolta non ha votato con entusiasmo. Ha fatto come Montanelli nel ’46 e ha scelto nella cabina Berlusconi turandosi il naso. Ai sondaggisti non dicevano la verità, perché dirsi elettore di Berlusconi non è segno di finezza, ti espone al ludibrio dei monopolisti del buon gusto. Ma c’erano. E il sistema dell’informazione non se n’è accorto. Quello dei partiti tradizionali della sinistra non se n’è accorto. Quello dei padroni dei sondaggi non se n’è accorto. E avevano dato per morto Berlusconi e il berlusconismo. Sbagliavano. E per penitenza dovrebbero andare inginocchiati sui ceci. Ma non lo faranno. E daranno la colpa all’elettorato. Ne deploreranno la rozzezza, la credulità, la volgarità, l’essenza naturaliter delinquenziale. E ancora una volta non avranno capito».

COME NEL 2006. Tutto è andato proprio come nel 2006, quando Prodi vinse di un soffio sul Pdl dato da tutti per morto, conclude Battista: «Il centrosinistra dato per vincente nel 2006 cincischiava sulla tassazione delle “rendite finanziarie” e tutti i possessori di Bot si sono spaventati. Oggi il centrosinistra ha scaraventato nel recinto infetto dell’evasione potenziale tutto l’umore antitasse. Ha sbagliato. E ha sbagliato a non considerare che Berlusconi, invece, su quel terreno non avrebbe mai sbagliato. E si leggeranno pensose analisi sui costumi degli italiani, e si almanaccherà ancora sulle due Italie, quella buona e corretta e quella brutta, sporca e cattiva. E ci si chiederà come mai, quasi all’unanimità, nessuno aveva previsto che il berlusconismo, ammaccato ed elettoralmente assai dimagrito, esisteva ancora. (…) Non c’è miglior alleato di Berlusconi degli antiberlusconiani professionali. La mummia si è risvegliata. Ma per loro no, l’incubo è appena cominciato».