Dario Fo chiede a Barilla di fare spot per famiglia gay. «Facciamo capire ai briganti»

Il Nobel ha lanciato una petizione perché anche attraverso la pubblicità si capisca che «l’Italia è fatta anche di coppie di fatto, di famiglie allargate, di famiglie con genitori omosessuali e transgender»

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In seguito alle polemiche e al boicottaggio scatenati dalle dichiarazioni di Guido Barilla alla trasmissione La Zanzara, il premio Nobel Dario Fo ha lanciato una petizione per chiedere che nei prossimi spot della casa pastificia «si promuova l’integrazione». Quindi non sono bastate le scuse dell’imprenditore che ha detto di non voler offendere nessuno, né il boicottaggio lanciato dalle associazioni lgbt, ora Guido Barilla, per “espiare la sua colpa”, deve rimediare facendo uno spot con una famiglia omosessuale.

FAMIGLIE UNITE DALL’AMORE. Fo, che è stato anche testimonial Barilla, rivolgendosi a Guido scrive: «In quegli spot abbiamo raccontato di prodotti che sono diventati simbolo dell’Italia e degli italiani tutti, nelle nostre case e nel mondo. La pasta soprattutto è sinonimo d’Italia, di casa e di famiglia. Per tutti».
Quindi parte la predica, fondata sul concetto che ciò che fonda una famiglia è «l’amore». Qualsiasi amore. «Ecco: oggi il nostro Paese è fatto di tante famiglie unite solo dall’amore delle persone che ne fanno parte. Amore che non è in grado di discriminare, che non ha confini: e l’amore, in tutto il mondo, può nascere tra un uomo e una donna, due donne, due uomini. Sull’amore si fonda una famiglia, quella che la vostra azienda racconta nella sua comunicazione. Sull’amore si fonda una casa».

FACCIAMO CAPIRE AI BRIGANTI. Fo, dopo aver ricordato le parole di Barilla alla trasmissione radiofonica, scrive: «Ecco, Guido. La sua azienda rappresenta l’Italia: nel nostro Paese e in tutto il mondo. Un’Italia che è fatta anche di coppie di fatto, di famiglie allargate, di famiglie con genitori omosessuali e transgender». «Ecco perché – prosegue – le chiedo di cogliere questa occasione e di ritornare allo spirito di quegli spot degli anni ’50 dove io stesso interpretavo uno spaccato della società in profondo mutamento. Ecco perché le chiedo di uscire dalla dimensione delle polemiche e farsi ambasciatore della libertà di espressione di tutti. Mi appello a lei, caro Guido, perché ha modo di ridare all’Italia di oggi la possibilità di rispecchiarsi nuovamente in uno dei suoi simboli e alla sua azienda di diventare ambasciatore di integrazione e voce del presente. E chiedo quindi che lo faccia con le prossime campagne pubblicitarie del gruppo Barilla, dove la famiglia potrà finalmente essere rappresentata nelle sue infinite e meravigliose forme di questi nostri tempi. Come ho già scritto: “Buttiamoci con la testa sotto il getto del lavandino e facciamo capire ai briganti che qui siamo ancora in molti in grado di dimostrare di far parte di un contesto di uomini e donne libere e pensanti”».

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