Asia Bibi, Formigoni: «Ricordiamoci di questa eroica donna cristiana in carcere da più di tre anni»

Oltre al governatore della Lombardia, anche Renato Farina e Gabriele Toccafondi, deputati del Pdl, hanno ricordato la donna cristiana condannata a morte per blasfemia in Pakistan.

«Ricordiamoci di Asia Bibi, l’eroica donna cristiana in carcere da più di tre anni in Pakistan per la sua fede. Sottoscriviamo l’appello di Avvenire». Così ha scritto ieri su Twitter il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, ricordando la donna cattolica di 46 anni condannata a morte senza prove per blasfemia e rinchiusa nel carcere pakistano di Sheikhupura da 1294 giorni, in attesa del processo di appello.

(Scarica qui il taz&bao con l’appello in sua difesa)

CELLA SENZA FINESTRE. Anche Renato Farina, deputato del Pdl, ha dichiarato: «Mi colpisce la prima frase della sua lettera: “Scrivo dalla mia cella senza finestre”. Sembra una citazione tragica delle parole di Benedetto XVI al Bundestag, allorché disse a proposito dell’idea di ragione dominante in Europa: “Un edificio di cemento armato senza finestre”. Un bunker. Asia Bibi vive sulla sua carne la morsa della nostra ragione senza finestre. Liberare lei significa liberare la nostra ragione dal bunker dove teniamo ristretta la ragione (e Asia Bibi) senza amore per la verità e per la giustizia».

IL SILENZIO DELL’OCCIDENTE. Il giudice che ha condannato a morte Asia per  blasfemia per avere bevuto acqua dalla stessa pozzo di una musulmana, le ha proposto di annullare la pena se si fosse convertita all’islam. Lei, madre di cinque figli, ha risposto: «Se lei mi ha condannata a morte perché amo Dio, sarò orgogliosa di sacrificare la mia vita per Lui». La grande testimonianza di fede di Asia è stata però quasi del tutto ignorata dalla stampa occidentale, come ricorda ad Avvenire il deputato del Pdl Gabriele Toccafondi: «La cosa più dolorosa è che ciò oltretutto avviene nella quasi indifferenza del mondo occidentale. Lo stesso mondo che non ha perso tempo nello schierarsi, giustamente, dalla parte di cause meritevoli ma che nel caso di Asia Bibi, come per quello dei cristiani in Nigeria, è rimasto colpevolmente in silenzio».