“Silenzio, si sgozza”. Le aggressioni islamiste in Francia non fanno più notizia
Parigi. Ā«Silence, on Ć©gorgeĀ», silenzio, si sgozza. Ć questo il titolo choc dellāultimo numero del mensile parigino Causeur, per spezzare quellāomertĆ mediatica che avvolge le aggressioni di matrice religiosa e provare a risvegliare unāopinione pubblica narcotizzata da una stampa che non vuole guardare in faccia la realtĆ dellāislam radicale.
Alban Gervaise, morto due volte
Ā«Alban Gervaise ĆØ morto due volte: sgozzato dal coltello del suo assassino e sepolto dal silenzio del suo paeseĀ», scrive la direttrice di Causeur, Ćlisabeth LĆ©vy, ricordando la tragedia di questo medico e padre di famiglia cattolico di appena 40 anni, ucciso a maggio āin nome di Allahā davanti alla scuola dei suoi figli e dimenticato dagli editorialisti engagĆ©s. La morte di Alban Gervaise, dopo settimane di agonia in ospedale, ĆØ uno di quegli āomicidi islamisti di cui non si parlaā, sottolinea il mensile. Ā«Se abbiamo deciso di dedicargli la copertina ĆØ perchĆ© vogliamo riparare unāingiustizia, ma anche perchĆ© la sua morta ĆØ avvenuta allāincrocio di due tragedie francesi: la prima ĆØ la guerra che ci hanno dichiarato dei nemici invisibili; la seconda ĆØ la terrificante negazione della primaĀ», spiega Ćlisabeth LĆ©vy.
Dallā11 marzo del 2004, giorno degli attentati di Madrid che uccisero 192 persone, lāEuropa viva sotto la minaccia del terrorismo islamista. Ma negli ultimi tempi, essere sgozzati al grido di āAllahu Akbarā sembra non essere più notizia da prima pagina, al massimo un piccolo fatto di cronaca a cui dedicare uno strapuntino nei giornali. Il caso di Alban Gervaise ĆØ il più eclatante, ma basta scorrere le pagine del sito Fdsouche.com, che riporta ogni settimana aggressioni di matrice religiosa, per rendersi conto quanto sia opprimente la cappa di silenzio sullāislamismo, o appunto sfogliare lāultimo numero di Causeur.
L’epidemia di accoltellamenti in Francia
A Rodez (dipartimento dellāAveyron), lo scorso 20 giugno, un uomo malintenzionato, armato di due coltelli, ha tentato di entrare in un commissariato per aggredire alcuni agenti. Non essendoci riuscito, ha cambiato obiettivo, sferrando una coltellata a livello della carotide ai danni del gestore della pizzeria situata lƬ accanto. Il 5 luglio, a Rennes, un cittadino afgano si ĆØ scagliato contro alcuni poliziotti, tentando di tranciare la gola a colui che cercava di bloccarlo. A Trappes, il 10 luglio, un pensionato ĆØ stato attaccato e pugnalato al collo e al torace: ĆØ deceduto il giorno dopo. Lā11 luglio, ĆØ a Montpellier, nel sud della Francia, che un rifugiato eritreo ha tentato di accoltellare due donne in pieno centro storico.
Ć soltanto una piccola lista dellāāepidemia di accoltellamentiāĀ che si sta diffondendo in Francia ed ĆØ sempre più inquietante, nonostante i poteri pubblici facciano finta di non vedere. Nella maggior parte dei casi, infatti, lāaggressore viene bollato come un semplice āsquilibratoā, anche se invoca Allah, nel suo zaino viene ritrovato un Corano e nel suo computer qualche video che inneggia al jihad. Per esempio, non ĆØ stata aperta nessuna inchiesta da parte della procura antiterrorismo ai danni di Mohamed L., considerato come un individuo con āproblemi psicologiciā, nonostante il richiamo ad Allah al momento dellāattacco contro Alban Gervaise.
La negazione della realtĆ dell’islamismo
Ā«Sappiamo bene le ragioni di questo silenzio: non bisogna stigmatizzare i musulmani ā ma rifiutarsi di parlare del jihadismo come se fossero tutti coinvolti non ĆØ forse il miglior modo per stigmatizzarli? Sono forse di bambini a chi bisogna nascondere la veritĆ per non addolorarli? Dobbiamo escluderli dalla riflessione su un fenomeno che, senza confondersi con esso, viene dallāinterno dellāislam? Quando lāattentato avviene alla vigilia delle elezioni, si dice anche che non bisogna “agitare le paure”. Non sia mai che gli elettori possano fare una scelta illuminataĀ», commenta la direttrice di Causeur. La negazione della realtĆ dellāislamismo quotidiano, o di quello che Gilles Kepel ha definito ājihadismo dāatmosferaā, ĆØ forse il male più profondo della societĆ francese.
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