“Silenzio, si sgozza”. Le aggressioni islamiste in Francia non fanno più notizia

Di Mauro Zanon
21 Luglio 2022
Il mensile Causeur denuncia «l'epidemia di accoltellamenti» che colpisce il paese ma non finisce sui media: c'è troppa paura di offendere i musulmani denunciando il jihadismo
Francia attentati islam

Parigi. Ā«Silence, on Ć©gorgeĀ», silenzio, si sgozza. ƈ questo il titolo choc dell’ultimo numero del mensile parigino Causeur, per spezzare quell’omertĆ  mediatica che avvolge le aggressioni di matrice religiosa e provare a risvegliare un’opinione pubblica narcotizzata da una stampa che non vuole guardare in faccia la realtĆ  dell’islam radicale.

Alban Gervaise, morto due volte

Causeur Ā«Alban Gervaise ĆØ morto due volte: sgozzato dal coltello del suo assassino e sepolto dal silenzio del suo paeseĀ», scrive la direttrice di Causeur, Ɖlisabeth LĆ©vy, ricordando la tragedia di questo medico e padre di famiglia cattolico di appena 40 anni, ucciso a maggio ā€œin nome di Allahā€ davanti alla scuola dei suoi figli e dimenticato dagli editorialisti engagĆ©s. La morte di Alban Gervaise, dopo settimane di agonia in ospedale, ĆØ uno di quegli ā€œomicidi islamisti di cui non si parlaā€, sottolinea il mensile. Ā«Se abbiamo deciso di dedicargli la copertina ĆØ perchĆ© vogliamo riparare un’ingiustizia, ma anche perchĆ© la sua morta ĆØ avvenuta all’incrocio di due tragedie francesi: la prima ĆØ la guerra che ci hanno dichiarato dei nemici invisibili; la seconda ĆØ la terrificante negazione della primaĀ», spiega Ɖlisabeth LĆ©vy.

Dall’11 marzo del 2004, giorno degli attentati di Madrid che uccisero 192 persone, l’Europa viva sotto la minaccia del terrorismo islamista. Ma negli ultimi tempi, essere sgozzati al grido di ā€œAllahu Akbarā€ sembra non essere più notizia da prima pagina, al massimo un piccolo fatto di cronaca a cui dedicare uno strapuntino nei giornali. Il caso di Alban Gervaise ĆØ il più eclatante, ma basta scorrere le pagine del sito Fdsouche.com, che riporta ogni settimana aggressioni di matrice religiosa, per rendersi conto quanto sia opprimente la cappa di silenzio sull’islamismo, o appunto sfogliare l’ultimo numero di Causeur.

L’epidemia di accoltellamenti in Francia

A Rodez (dipartimento dell’Aveyron), lo scorso 20 giugno, un uomo malintenzionato, armato di due coltelli, ha tentato di entrare in un commissariato per aggredire alcuni agenti. Non essendoci riuscito, ha cambiato obiettivo, sferrando una coltellata a livello della carotide ai danni del gestore della pizzeria situata lƬ accanto. Il 5 luglio, a Rennes, un cittadino afgano si ĆØ scagliato contro alcuni poliziotti, tentando di tranciare la gola a colui che cercava di bloccarlo. A Trappes, il 10 luglio, un pensionato ĆØ stato attaccato e pugnalato al collo e al torace: ĆØ deceduto il giorno dopo. L’11 luglio, ĆØ a Montpellier, nel sud della Francia, che un rifugiato eritreo ha tentato di accoltellare due donne in pieno centro storico.

ƈ soltanto una piccola lista dellā€™ā€œepidemia di accoltellamentiā€Ā che si sta diffondendo in Francia ed ĆØ sempre più inquietante, nonostante i poteri pubblici facciano finta di non vedere. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’aggressore viene bollato come un semplice ā€œsquilibratoā€, anche se invoca Allah, nel suo zaino viene ritrovato un Corano e nel suo computer qualche video che inneggia al jihad. Per esempio, non ĆØ stata aperta nessuna inchiesta da parte della procura antiterrorismo ai danni di Mohamed L., considerato come un individuo con ā€œproblemi psicologiciā€, nonostante il richiamo ad Allah al momento dell’attacco contro Alban Gervaise.

La negazione della realtĆ  dell’islamismo

Ā«Sappiamo bene le ragioni di questo silenzio: non bisogna stigmatizzare i musulmani – ma rifiutarsi di parlare del jihadismo come se fossero tutti coinvolti non ĆØ forse il miglior modo per stigmatizzarli? Sono forse di bambini a chi bisogna nascondere la veritĆ  per non addolorarli? Dobbiamo escluderli dalla riflessione su un fenomeno che, senza confondersi con esso, viene dall’interno dell’islam? Quando l’attentato avviene alla vigilia delle elezioni, si dice anche che non bisogna “agitare le paure”. Non sia mai che gli elettori possano fare una scelta illuminataĀ», commenta la direttrice di Causeur. La negazione della realtĆ  dell’islamismo quotidiano, o di quello che Gilles Kepel ha definito ā€œjihadismo d’atmosferaā€, ĆØ forse il male più profondo della societĆ  francese.

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