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Terroristi islamici conquistano Mosul, seconda città dell’Iraq. Cristiani in fuga di notte con i bambini: «Possiamo andare avanti tre giorni»

giugno 11, 2014 Leone Grotti

Intervista all’arcivescovo di Mosul, Amel Nona: «Non si può vivere così, bisogna aiutare queste persone. Perché l’esercito ha abbandonato la città?». Sono almeno cinquemila le famiglie in fuga

«I fondamentalisti islamici hanno preso il controllo di tutta la città. La maggior parte delle famiglie è scappata, tutti i cristiani si sono dati alla fuga di notte». È drammatico il racconto che fa a tempi.it monsignor Amel Nona, arcivescovo di Mosul, la seconda città più importante dell’Iraq, che è stata ormai conquistata dopo due giorni di battaglia dai terroristi dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil), che combattono anche in Siria.

«L’ESERCITO È FUGGITO». L’Isil si era già impadronito a inizio anno della città di Falluja, ora ha in mano anche gran parte della provincia settentrionale di Ninive, di cui Mosul è capoluogo. Ma gli insorti sono anche avanzati verso sud-est, nelle provincie di Kirkuk e Salahuddin.
Nessuno a Mosul si aspettava la caduta della città: «Siamo stupiti. In città c’erano tanti soldati e poliziotti, ma da una sera all’altra hanno lasciato completamente la città in mano ai fondamentalisti. Sono andati via. La gente allora ha avuto paura ed è scappata: non solo cristiani, anche musulmani».

«CHIESE E SCUOLE ABBANDONATE». Le famiglie fuggite saranno «almeno cinquemila». Si parla dunque di decine di migliaia di persone. «Abbiamo abbandonato scuole, posti di lavoro, chiese e ci siamo rifugiati nella pianura di Ninive, in alcune città», continua l’arcivescovo. «Stiamo cercando di trovare un posto per tutti ma stiamo male. Tante famiglie hanno camminato cinque, sei ore terrorizzati, con i bambini. È tutto molto triste». Ora nessuno sa cosa fare perché «tutti hanno paura di tornare in città», anche visto come l’Isil ha trasformato in califfati islamici le città siriane che ha conquistato, imponendo la sharia, il tributo ai cristiani e crocifiggendo in piazza delle persone.

«POSSIAMO ANDARE AVANTI TRE GIORNI». Ora però non si sa come gestire queste migliaia di profughi: «Non si può vivere così. Si può andare avanti due o tre giorni ma non di più. La prima cosa da fare è aiutare queste persone, poi però bisogna trovare una soluzione per la città, che conta due milioni e mezzo di persone. Anche per le altre città vicine non è facile accogliere così tanta gente».
Ora, conclude monsignor Nona, «noi abbiamo speranza in Dio che ci aiuti a trovare il modo di uscire da questa situazione drammatica. Poi però i politici devono trovare tra di loro una soluzione politica per l’Iraq. Abbiamo bisogno di un governo e di uno Stato forte, altrimenti l’Iraq andrà in rovina».

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11 Commenti

  1. Piero says:

    @Edoardo:
    infatti il tuo “amichetto” Obama NON attacca stati come la Libia per il petrolio, NON ha destabilizzato tutto il Nord Africa, NON voleva attaccare la Siria, non continua gli attacchi dei DRONI…
    E’ soltanto colpa di Bush… Obama ha vinto il Nobel per la Pace…

    • augusto says:

      Sono entrambi colpevoli, Bush e obama , aldilà delle sfumature .sono servi degli stessi padroni.

      • Menelik says:

        ….infatti, quanto ci vuole a capirlo?
        Se si è rimasti arretrati a dividere il mondo con categorie che funzionavano vent’anni fa…destra e sinistra, conservatori e progressisti, non si cava un ragno dal buco.
        Le modalità di contrapposizione, oggi, sono molto più sofisticate e subdole di quanto lo fossero vent’anni fa.

        • Piero says:

          Mi dispiace di non essere ancora dotato di poteri telepatici…
          Poi, se uno dice che e’ tutta colpa di Bush, non mi sembra che ci sia scritto nei manuali di logica che si intende anche Obama…

  2. Raider says:

    Viene il dubbio, però, che il ‘fondametalista evangelico’ G.W. Bush qualcosa di buono abbia fatto, quando cancellò una parte del debito africano con l’America e George fu il nome più popolare fra i bambini afriocani nati in quegli anni, Bush negò il finanzamento federale ai centri di ricerca sulle staminali e sulle sperimentazioni sugli embrioni; vietò il sostegno federale alle associazioni ‘pro-choice’; e abolì la legge sull”aborto a nascita parziale’, un orrore indicibile che, invece, è stato reintrodotto di corsa grazie dal suo successore. Anzi: fu il primo proveddimento firmato da mr. Obama, con tanti saluti a cattolici e evangelici il cui voto aveva richiesto, non senza ripsondere stizzito ai suoi consiglieri che le leggi non riguardano ‘ i preti.’ Detto da uno che non è nato in America e non è mai stato cristiano (abolì pure la preghiera del Presidente per il Thanksgiving, mi pare e comunque, in occasione di un’altra ricorrenza pubblica), era un’affermazione umanitaria da premiare col Nobel
    Quando Obama andò in visita a Georgetown, a Washington, università fondata e retta dai gesuiti, chiese – e ottenne (!) – che fosse coperta la scritta IHS e la croce sulla Torre dell’orologio alle spalle del palco in cui avrebbe tenuto il discorso. Non ha mai chiesto nulla del genere quando visita le moschee. Il sospetto è che, mentre Bush abbia perseguito la difesa degli interessi geo-strategici americani (che, comunque, è precisamente il compito che spetta a ogni presidente) con la copertura religiosa, mr. Obama persegua una politica anti-cristiana e filo-islamica con la copertura degli interessi americani.

    • michele says:

      Obama fa parte di quel protestantesimo liberal che ha ceduto tutto il cedibile alle sirene mondane. Occhio a presentarlo come ateo o criptomusulmamo. Anche i suxpercattivi sono complicati.

      • Raider says:

        Occhio? Gli hanno dato il Nobel e chi s’è visto, s’è visto. All’università al-Azhar non ha chiesto di rimuovere i versetti coranici che foderano sale e corridoi. Nessuna minaccia dimorte per essere apostata dell’Islam lo ha mai sfiorato. Non entriamo nei dettagli di certi suoi atteggiamenti, scelte, non scelte, l’accanimento decisionista nelle questioni (sbagliate la rfiorma sanitaria, che non è passata), la sua ambiguità e la sua oncocnludenza. Comunque, se il protestantesimo non liberal di Bush, di facciata o meno, non lo giustifica, il protestanteismo liberal di Obama, a crederci sul serio, non lo assolve. Bush, con la sua oppiszione alle nozse gay e le altre cose che ho ricordato, almeno sul oiano interno, era più coerente. E visto quello che Bush ha fatto per l’Africa e quello che ha fatto, disfatto e non ha fatto Obama per il Medio Oriente, il Nobe, caro Michele, potevano darlo al ‘supercattivo.’

      • Raider says:

        Vi dispiace se passate il post di risposta a criptomusulmano e supercattivi. Grazie!

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