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Sveglia Europa, non è Putin il nostro nemico (e sull’Ucraina perfino Solzenicyn la pensava come lui)

settembre 14, 2014 Rodolfo Casadei

Ma quale Hitler. Ma quale Unione Sovietica. L’accanimento della sinistra obamiana contro Putin e la Russia rischia di fare male solo all’Ucraina. E a noi

putin-ucraina-tempi-copertinaSull’indipendenza dell’Ucraina Aleksandr Solzenicyn la pensava nello stesso modo di Mikhail Gorbaciov e di Vladimir Putin oggi: un fatto da accettare come inevitabile, ma non secondo i confini decisi in epoca sovietica. È quanto emerge dalla riesumazione delle lettere scambiate fra il premio Nobel per la letteratura e l’intellettuale ucraino Sviatoslav Karavanskij alla vigilia dell’indipendenza di Kiev. Solzenicyn sperava che fra Russia e Ucraina sarebbe rimasta una forma di unione, ma era disposto ad accettare la secessione di Kiev. Non però nei confini della repubblica sovietica. «Malgrado tutta la mia passione», scriveva il grande dissidente, «non obietto alla separazione dell’Ucraina… Ma se si tratta veramente dell’Ucraina. Ora che nell’Ucraina Occidentale vengono abbattuti i monumenti a Lenin (e lo meritano!), perché gli ucraini occidentali più di tutti gli altri vogliono che l’Ucraina abbia proprio i confini leniniani, ossia quelli regalati alla stessa dal caro Lenin che, cercando di rabbonirla in qualche modo per la privazione dell’indipendenza, aggiunse ad essa territori che non erano mai stati ucraini, ossia la Novorossija (Russia del Sud), Donbass (per isolare il bacino del fiume Donets dalle influenze “controrivoluzionarie” della regione del Don) e parti rilevanti della riva sinistra del Dnepr? (E Krusciov in un batter d’occhio “regalò” anche la Crimea.) Ed ora i nazionalisti ucraini difendono ferreamente proprio questi “sacri” confini leniniani?». La lettera non ebbe risposta.

La Russia non è in guerra con l’Unione Europea, Donetsk non è Danzica, Putin non è Hitler e una riedizione del 1939 non è alle porte sul nostro continente. L’accordo di massima per un cessate il fuoco permanente nell’Ucraina orientale che Poroshenko e Putin hanno convenuto telefonicamente il 3 settembre scorso – naturalmente la Russia ha smentito, ma tutti capiscono come sono andate le cose – è lì a dimostrare che gli attori del conflitto sono dotati di razionalità, che la geopolitica non è un’opinione e che finché esisteranno gli stati il realismo sarà sempre un approccio migliore dell’idealismo e dell’affermazione di princìpi che normalmente sono la copertura ideologica di interessi e volontà di potenza.

L’evocazione delle tragedie della Seconda Guerra mondiale e dell’aggressività che fu caratteristica dell’Unione Sovietica è comprensibile sulla bocca del presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, della presidente lituana Dalia Grybauskaite, o degli intellettuali polacchi (fra i quali il grande Andrzej Wajda) che hanno firmato un appello intitolato enfaticamente “Da Danzica a Donetsk, 1939-2014”. Comprensibile a motivo dei traumi storici che i loro paesi hanno patito per mano sovietica e prima ancora zarista, ma non giustificabile. Perché a reagire con isteria e con iperboli alla crisi attuale si rischia di ripetere non gli errori degli anni Trenta che portarono alla guerra nel 1939, ma quelli descritti da Christopher Clark nel suo The Sleepwalkers, che portarono l’Europa a un conflitto le cui proporzioni superarono ogni immaginazione nel 1914.

Putin non è Hitler e nemmeno Stalin o Breznev. Non promuove un’ideologia di supremazia razziale e nemmeno una rivoluzionaria universale rivolta a tutti i popoli come i suoi predecessori al Cremlino. Non è a capo di una macchina militare e di un apparato industriale senza rivali in Europa, come furono rispettivamente l’Unione Sovietica e la Germania del Terzo Reich. La Russia è una ex potenza globale che lotta per restare almeno potenza regionale. La sua spesa militare è pari a 87,8 miliardi di dollari, cioè meno di quelle di Francia e Regno Unito sommate insieme (119,1 miliardi di dollari) e meno di un settimo di quella degli Stati Uniti (640 miliardi di dollari).

La Russia è un paese in pieno declino demografico, nel quale la popolazione è scesa da 150 a 143,5 milioni di abitanti fra il 1990 ed oggi, ed è notevolmente invecchiata. Il suo prodotto interno lordo, che dipende per la maggior parte dall’estrazione di materie prime energetiche, è uguale a quello dell’Italia, che ha meno della metà dei suoi abitanti ed è 57 volte più piccola.

Per frenare questo declino ed evitare lo scivolamento del paese nella condizione di stato fallito dotato di arsenale nucleare – condizione che si stava realizzando negli anni della presidenza Eltsin – Vladimir Putin ha ricostituito la “verticale del potere”, che prima di lui avevano realizzato in modi diversi lo zarismo e il comunismo bolscevico, e ha concepito la creazione di un’Unione Euroasiatica che avrebbe riunito alcuni degli stati nati dal dissolvimento dell’Unione Sovietica attorno al polo d’attrazione rappresentato dalla Federazione Russa.

Il progetto ha subìto un colpo d’arresto formidabile nel febbraio scorso, quando la cacciata del presidente Yanukovich da Kiev ha azzerato le possibilità che l’Ucraina entrasse a far parte della nuova associazione regionale. Al contrario: con l’ascesa al potere dei partiti filo-europeisti e anti-russi, Putin si è trovato di fronte alla prospettiva che l’Ucraina, da potenziale granaio e laminatoio dell’Unione Euroasiatica, diventasse un avamposto della Nato a soli 500 chilometri da Mosca. Al summit della Nato del 2002 il documento finale conteneva la seguente frase: «Georgia e Ucraina entreranno a far parte della Nato».

Il reale disegno di zar Vladimir
Ecco allora che le iniziative aggressive attuate dalla Russia da marzo in avanti e che vengono percepite come azioni espansionistiche (annessione della Crimea, sostegno ai ribelli dell’autoproclamata Repubblica popolare del Donbass, intervento militare diretto benché mascherato) vanno in realtà lette come reazioni dettate dalla volontà di contenere una bruciante sconfitta: l’uscita imprevista e irreversibile dell’Ucraina dalla sfera di influenza russa. La Crimea e il Donbass, per il quale Putin oggi chiede uno statuto speciale che sta a cavallo fra l’autonomia e l’indipendenza, sono i premi di consolazione del torneo geopolitico che ha consegnato all’Occidente la vincita più ambita: l’Ucraina.

Per comprendere il valore intrinseco di tale primo premio basta conoscere il significato del suo nome, cioè “terra di frontiera”. Quegli ucraini che affermano che il governo Putin ha osteggiato il movimento del Maidan di Kiev nel timore che il suo successo rappresentasse un esempio per i cittadini russi e li spingesse a ribellarsi ai loro governanti, dimostrano di conoscere poco i loro cugini. I quali sono scesi in piazza contro il loro governo due anni prima che lo facessero gli ucraini (proteste di Mosca del dicembre 2011), ma dopo l’annessione della Crimea alla Russia hanno appoggiato la decisione di Putin con tassi di consenso dell’83 per cento che persistono fino ad oggi.
Il popolo russo si sarebbe ribellato a Putin non per aver aperto gli occhi a seguito del successo della rivoluzione del Maidan ucraino, ma per punirlo di non aver fatto pagare a caro prezzo agli ucraini il loro strappo dallo storico rapporto con Mosca.

La dottrina su cui Putin basa la sua politica di rivendicazione del riconoscimento della Russia come potenza regionale è pericolosa per alcuni paesi che confinano con la Federazione Russa, ma non per l’Unione Europea nel suo complesso. Diversamente dai suoi predecessori comunisti, non promuove un’ideologia universalista suscettibile di raccogliere consensi all’interno delle classi sociali dei paesi occidentali. In passato milioni di italiani, francesi, spagnoli, eccetera identificarono i propri interessi politici con quelli geopolitici del governo che sedeva al Cremlino, e questo mise in serie difficoltà l’alleanza politico-militare occidentale. Oggi questo non può più accadere: Mosca presenta la protezione dei russi etnici come il valore che guida la sua politica estera nei confronti dei paesi vicini.

L’alternativa di civiltà che Putin intende promuovere attraverso l’Unione Euroasiatica è centrata sui valori del cristianesimo ortodosso, che nell’Europa occidentale e sud-occidentale è praticamente inesistente. L’unica area dove Russia e Unione Europea potrebbero ancora competere è rappresentata dai Balcani, ma lì tutti i paesi tranne la Bosnia e la Serbia (e il Kosovo e la Macedonia, che non sono sensibili alle sirene russe) hanno già aderito alla Nato, perciò la competizione sarà molto circoscritta.

Putin dunque ha già definito in termini restrittivi l’area su cui la Russia amerebbe esercitare un’egemonia regionale. Dà definitivamente per persa l’Ucraina, e si accontenta delle briciole rappresentate da Crimea e Donbass. Ha annesso la prima, ma non farà lo stesso col secondo. La questione del Donbass deve restare aperta, a costo di vedere aggiungersi altre sanzioni economiche contro la Russia a quelle che America ed Europa hanno già deciso, fino a quando Mosca non otterrà l’obiettivo che le sta più a cuore: l’assicurazione formale che l’Ucraina non entrerà mai a far parte della Nato.

ucraina-crimea-donbass-donetsk

Che i paesi più importanti dell’Unione Europea (Germania, Francia, Italia, Regno Unito) siano disponibili a scendere a patti con la Russia di Putin sulla base di un accordo che vedrebbe Mosca dare semaforo verde all’adesione dell’Ucraina al club di Bruxelles e mettere fine alla destabilizzazione delle regioni orientali del paese in cambio del riconoscimento dell’annessione della Crimea alla Russia e dell’impegno scritto a non fare dell’Ucraina un membro della Nato, è un segreto di Pulcinella.

Fare come i finlandesi
Polacchi, svedesi e baltici possono alzare i toni finché vogliono, invocare il soccorso europeo all’Ucraina aggredita finché vogliono, ma due fatti duri come la pietra sono sotto gli occhi di tutti. Il primo è che i paesi dell’Unione Europea aderenti alla Nato non hanno nessuna intenzione di essere trascinati dentro a un conflitto militare sul territorio europeo, né direttamente inviando truppe a fianco dei governativi ucraini né indirettamente armandoli e fornendo logistica. Per fare la guerra ci vogliono le armi e la voglia di usarle, e all’Europa mancano le une e l’altra. I bilanci militari dei paesi europei della Nato sono in costante diminuzione: ai tempi della Guerra fredda la loro spesa militare equivaleva al 50 per cento di quella totale dell’Alleanza, oggi arriva appena al 25 per cento. Gli Stati Uniti di Obama hanno tagliato i bilanci militari, i paesi europei di più. Solo Grecia, Estonia e Regno Unito spendono più del 2 per cento del Pil per il settore militare, e presto Londra scenderà sotto questo standard, fissato in sede Nato.

Dall’altra parte la Russia conosce altrettanto bene la sua debolezza: non occuperà mai l’Ucraina o un altro paese confinante, anche se Putin ha fatto intendere che sarebbe possibile alle sue forze armate, perché le occupazioni militari sono destinate a fallire, a creare voragini nei bilanci e a consegnare alla damnatio memoriae i politici che le vollero: le lezioni dell’occupazione sovietica dell’Afghanistan negli anni Ottanta e di quella dell’Iraq ai tempi di Bush nel decennio scorso non sono state dimenticate né a Mosca né a Washington. Tutto quello che Putin ha in mente è di mantenere destabilizzata l’Ucraina orientale, se necessario correndo in soccorso (in incognito) dei secessionisti quando questi si trovano a mal partito, finché Bruxelles e Kiev non si decideranno a intavolare vere trattative con la Russia.

Che ai pesi massimi dell’Europa la prospettiva del compromesso geopolitico non dispiaccia è noto, la vera novità è che apparentemente anche il presidente Poroshenko sta convergendo su questa ipotesi. Resasi conto che Unione Europea e Stati Uniti sono disponibili a un’escalation di sanzioni economiche antirusse ma non a un’escalation militare, la nuova leadership ucraina sembra accedere all’idea della trattativa a tutto campo con Mosca. Dalla quale potrebbe uscire, fra le soluzioni della crisi, quella che il New York Times ha già definito la “finlandizzazione” dell’Ucraina.

Ai tempi della Guerra fredda in Europa c’erano due paesi nei quali, diversamente da quanto avveniva nel blocco comunista, si praticavano l’economia di mercato e la democrazia liberale rappresentativa, ma senza che ciò sfociasse nella loro adesione alla Nato. Questi due paesi erano la Finlandia e l’Austria, militarmente neutrali ed esterni anche all’Unione Europea (vi aderirono nel 1994, a Guerra fredda terminata da cinque anni). La loro perdita di autonomia nella politica estera era largamente compensata dalla onesta rinuncia dei sovietici a perseguire progetti di destabilizzazione dentro ai loro confini. Un beneficio di cui non godettero paesi come l’Italia e la Germania, i cui terroristi di estrema sinistra trovarono sempre complicità nei paesi del Patto di Varsavia.

Auspicare la finlandizzazione dell’Ucraina è il migliore augurio che si possa fare ai rivoluzionari genuini (non quelli di estrema destra) del Maidan di Kiev: in un’Ucraina non più percepita da Mosca come minaccia strategica, potranno sperimentare e sviluppare i “valori europei” per i quali hanno messo in gioco le proprie vite nell’inverno scorso senza temere interferenze russe. Dovranno occuparsi solo delle resistenze interne.

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58 Commenti

  1. Sean scrive:

    Putin è hitler forse non inizierà la terza guerra mondiale ma ha tolto la libertà di parola hai gay, fra poco mi aspetto anche i campi di concentramento ed vuole far multare chi dice parolacce mi dico cosa succederà ora.

    • Filomena scrive:

      i gay rapptesentano oggi il maggior pericolo per le nostre comunità e soprattutto per famiglie e bambini

      • Filomena scrive:

        Il troll che ha rubato il mio nome è pregato di …. darsi al giardinaggio invece dire sono stupidaggini

        • Toni scrive:

          Sean
          ci sono realtà terrificanti (altro che la Russia di Putin), per esempio la Cina , con i suoi campi di rieducazione, con la politica del figlio unico, sulla quale ci sono testimonianze di squartamenti di bimbi appena nati. Ma è chiaro che per le anime belle la cartina di tornasole per dividere i buoni ed i cattivi sono i gay. Con altri criminali possiamo fare affari. E le anime belle presenti su questo sito… neanche una parola a proposito…. mai.

    • Sebastiano scrive:

      Se, oltre che con la lingua italiana, fai pace con l’intelligenza, potresti scoprire di aver detto un sacco e più di fesserie. Magari potresti rileggere con calma questo articolo e ti farebbe bene anche ampliare il campo delle tue letture, non arrotolandoti solo su Repubblica e affini.
      Auguri.

    • Marcella scrive:

      Caro Sean, è una menzogna delle lobby gay sostenere che Putin abbia tolto la libertà di parola ai gay. In verità Putin ha promosso una legge che impedisce ai gay di entrare nelle scuole a diffondere la loro pornografia tra i minori. Come donna e come madre sostengo con forza la necessità di una legge simile anche in Italia

      • tamara scrive:

        Sostengo a Marcella parola per parola@

      • Andrea UDT scrive:

        Marcella, veramente ha fatto “qualcosina ” in più.

        Ad esempio il reato di “propaganda” sui temi dell’omosessualità. La cosa suona sinistra (anzi, stalinista), perchè col generico reato di propaganda puoi sbattere in galera col pretesto che ti pare chi ti pare: come sotto Stalin. In un paese ove i giornalisti scomodi li ammazzano senza complimenti (vedi caso Politkovskaja) non è un bel segnale, nemmeno cristianamente parlando.

        Comunque detto questo, articolo è pregevole.

        Omette però alcune crude verità: la Russia di Putin “il buono”, il “difensore di valori cristiani contro LGBT, massoni, cavallette etc.etc.” (tutte cose lette nei commenti) sta mercanteggiando sulla pelle dei cristiani iracheni il voto favorevole all’ONU su un intervento armato contro l’ISIS.

        Sul piatto, ovviamente, il controllo dell’est europa.

        Infatti è notizia di pochi giorni fa:

        http://www.corriere.it/esteri/14_settembre_11/mosca-obama-raid-sono-aggressione-senza-l-ok-damasco-2d78c074-39b0-11e4-99d9-a50cd0173d5f.shtml

        Dimostra che se certamente non è ne Stalin ne Hitler, è comunque cinicamente ancorato alla ragion di stato tanto quanto (e in molti aspetti in maniera ancor più bieca) il “sordo” occidente.

      • Toni scrive:

        D’accordo con Marcella al 100%.

    • Luca era gay scrive:

      No, fammi capire Sean. Tu stai dalla parte di organizzazioni criminali che minacciano i nostri figli? Sosterresti la necessità di dare diritto di parola tra i bambini alle SS naziste? In effetti non credo che le odierne squadre Lgbt siano meno pericolose delle SS del III Reich

    • clemente scrive:

      In Francia le femen entrano bestemmiando, denudandosi e vandalizzando arredi sacri e in Notre Dame e vengono assolte, mentrei vengono condannati i guardiani.
      In Russia le femen cercano di fare lo stesso, ma vengono spedite in siberia a raffreddarsi per qualche settimana.
      Chi è il vero tiranno?
      Non c’ è dittatura solo quando uno stato eccede nella repressione. Ma anche quando lo stato è assente (o compiacente con i delinquenti) e lascia le minoranze di prepotenti e mafiosi spadroneggiare.
      In Italia le “femen” italiane issano cartelli con scrìtto “I CAV si chiudono col fuoco con gli obiettori dentro”, e vengono lasciate fare. Sono queste forme di nazismo (i forni crematori li aveva inventati Hitler) che vengono tollerate nel “civilissimo” mondo occidentale. Ma Sean non dice niente su questa cose, ovviamente. Sean è uno come tanti che oggi putroppo ragionano con la superficialità e la insostenibile leggerezza degli slogan, dei luoghi comuni, della ideologia e della disinformazione. Come quelli che 40 anni fa giravano inneggiando a Stalin e Mao e gridavano “Nixon boia” mentre Pol Pot ammazzava metà della popolazione cambibiana in nome del comunismo.
      E comnunque Putin non perseguita i gay. Solo cerca di frenare la loro propaganda assurda e il loro esibizionismo provocatorio (gay pride) che non andrebbe bene neache se a farlo fossero gli etero,

      • Filomena scrive:

        “Solo cerca di frenare la loro propaganda assurda e il loro esibizionismo provocatorio (gay pride) che non andrebbe bene neache se a farlo fossero gli etero”
        Che ne diresti se in Italia una legge proibisse le manifestazioni delle sentinelle in piedi perché sono portatrici di una idea di famiglia che la maggioranza delle persone considera arcaica?

    • yoyo scrive:

      Quante scene per il divieto di propaganda porno da pervertiti ai minori!

    • Filippo81 scrive:

      Di quale film stai parlando ,Sean ?

  2. Filomena scrive:

    La cosa che emerge dalla linea editoriale di Tempi rispetto alla politica è che pur di creare uno stato etico si è disposti ad appoggiare personaggi autoritari alla Putin. La democrazia occidentale a voi proprio non piace perché per definizione mette al centro delle decisioni il popolo non una sola persona che farebbe da portavoce di Dio e si arrogherebbe la prerogativa di fare il bene del popolo. Un capo di Stato non dovrebbe dare giudizi etici che non corrispondono al sentire della maggioranza delle persone. E in democrazia il potere alternativamente passa di mano da una parte all’altra spesso ad ogni elezione e le maggioranze non sono mai “bulgare” perché questa è la prima spia dell’autoritarismo. Significa con molta probabilità che la volontà popolare è stata raggirato in modo subdolo facendo credere cose non vere e manipolando le persone. Cosa che il genere di personaggi che piacciono tanto a Tempi rappresenta una loro caratteristica costante e che il loro unico scopo è detenere per se è per le loro idee il dominio assoluto. Putin non avrà come Hitler ideologie finalizzate a far prevalere una razza ma si dimostra per esempio omofobo e porta avanti l’idea di uno Stato etico basato sulla religione quindi non cambia nulla. Mi pare infine emblematica la foto dell’articolo in cui si vede Putin che sbatte un pugno. A me questi personaggi fanno paura perché vorrebbero imporre cosa significa il bene e il male secondo il suo metro che non necessariamente è quello delle persone abituate al confronto democratico e che pensano che non esista una volontà divina a dirci come dobbiamo comportarci.

    • Michele scrive:

      Invece i finanziatori e sostenitori dei tagliateste ISIS e Pravi Sektor non le fanno paura?
      Evidentemente lei, che è così convinta che lo scontro sia tra i buoni (occidente) ed i cattivi (Putin), perché i buoni sono democratici, non si pone neanche il problema di cosa sia la democrazia USA e su chi realmente detenga il potere in quel paese.
      Una nota su “Un capo di Stato non dovrebbe dare giudizi etici che non corrispondono al sentire della maggioranza delle persone”: la maggioranza dei russi la pensa come Putin.

    • giuliano scrive:

      lo stato etico lo abbiamo già in casa nostra, cara Filomena, ed è quello che sta imponendo leggi contro la natura, contro il matrimonio, contro la famiglia, contro la religione, contro il genere maschio e femmina, e chi sta portando avanti queste schifezze sonoi tuoi compagni rossi, quindi non dire idiozie su Putin. Impedisce ai gay di fare propaganda nelle scuole ?? meno male, ci vorrebbe anche qui da noi.

      • Filomena scrive:

        Nessuna legge che tu definisci contro natura, ti viene imposta visto che non toglie diritti ma li garantisce a tutti, non solo a quelli che aderiscono alla tua morale. Putin invece toglie la libertà di espressione e di parola a chi non condivide la sua idea di società arcaica e obsoleta. È questa la differenza che non capisci. Tu potrai continuare a sposarti e a fare quello che hai sempre fatto ma non sarai più privilegiato rispetto per esempio a chi convive e questo è un fatto di civiltà. Che poi tu ce l’abbia con chiunque sia di sinistra sono fatti tuoi.

        • Toni scrive:

          @ Filomena

          Tu hai una idea troppo espansa su i diritti…. sembrerebbe che ogni piagnucoloso che rivendica qualche diritto , basta che avanza l’argomento “ma a voi che interessa? Sono fatti miei!!!” ed ha apertura di credito a “diritti a gogo”. I diritti non funzionano così… ed in democrazia conta pure l’opinione di chi sostiene che (a torto o ragione… perché in democrazia non devi cercare di “certificare” che hai ragione) certi diritti fanno male a tutti. Il tuo castello di carta è molto precario. Io non ho letto la legge antigay di Putin, quello che so di sicuro passa dall’informazione simpatizzante… anzi di più a servizio prono 24 ore su 24… al mondo gaio. Quello che di certo so che è vietata la propaganda gay a favore dei minori. Ed ha fatto bene!!!
          Come al solito la butti “per forza” …..sulla morale e la religione forzando il discorso ed escludendo a priori che si può essere contrari a “prescindere”.

    • Angelo scrive:

      Signora/signorina Filomena, lei è in errore.Putin non sta creando uno stato etico come lei crede ma semplicemente, a differenza del servo Renzi, sta seguendo una politica indipendente dal padrone americano.
      Dovrebbe prima di tutto informarsi meglio su ciò che il presidente russo ha intenzione di fare e su ciò che ha fatto da quando è al governo. Partiamo da qualche fatto: Edward Snowden, americano, si trova attualmente in Russia perchè in America, patria della “libertà” e dei “diritti civili” , rischierebbe il carcere o addirittura di morire. Lei forse non sa che la stragrande maggioranza dei russi non accetterebbe le leggi pro gay o le teorie gender. Non tutti i paesi vogliono adeguarsi alle leggi “occidentali” e noi, proprio perchè democratici non possiamo ergerci a paladini della libertà in un paese straniero. Detto ciò, Putin ha vietato le manifestazioni pro gay se c’è la presenza di minori, cosa condannabile ma comprensibile se si pensa che la Russia è un obiettivo americano (ha enormi risorse di gas e non solo) ed ha circa 140 milioni di abitanti (pochi per difendersi da una guerra che pare avvicinarsi sempre più). Quindi, tenendo presente che la stragrande maggioranza delle persone accetta le leggi russe in merito ai gay, mi spiega il perchè di questo astio nei confronti di Putin che di sicuro è molto più equilibrato di un Tesak o di un filosofo come Dugin? Inoltre, la cosa ridicola è che noi italiani, a causa di una marionetta (Renzi) messa lì da Ledeen (che lei non conoscerà molto probabilmente), non siamo più sovrani e tra poco, molto probabilmente, saremo commissariati dalla Troika e lei, signora/signorina Filomena, parla di democrazia occidentale ed italiana? Cioè Monti viene messo dalla commissione europea al potere, Giorgio Napolitano viene rieletto scavalcando il normale procedimento legale di elezione, Letta viene messo dalla UE per continuare ad applicare la lettera dell’agosto 2011, Renzi viene imposto dai falchi americani e lei parla di democrazia?
      Democrazia in Europa quando in Grecia si stanno vendendo le isole per far cassa, dove è vietato fare referendum per restare o meno nella UE, dove Gianni Lannes (che lei non conoscerà molto probabilmente) subisce attentati perchè parla di questioni serie come i rifiuti radioattivi, Ustica, la nave Francesco Padre, etc e lei parla di Occidente democratico? Dove l’Italia deve portare le misure economiche prima alla commissione europea e poi, se approvate da questa, può applicarle… Le pare democrazia? Le pare democrazia l’arresto di Sandro Bertuolo (caso che non conoscerà), in Italia, e il TSO coatto che ha subito rischiando di morire? Le pare democratico un paese ed un’Europa come la nostra dove un ragazzo francese di 23 anni viene arrestato perchè ha una maglietta con un uomo, una donna ed un bimbo stampati sopra? Le pare democratico e giusto che le Femen, pagate dai “soliti noti” danneggino le campane di Notre Dame e vengano risarcite? Le pare normale che in Svezia (sogno democratico dei “sinistri” ) facciano spot dove i bimbi giocano con un vibratore e dove esistono partiti che predicano l’estinzione dei maschi?
      Per quanto riguarda l’Ucraina, il signor Pietro le ha spiegato bene la questione, aggiungo che noi, come governo, ci stiamo mettendo nella posizione dei servi sciocchi (sempre con l’intenzione di “impressionare” il padrone americano) e stiamo rovinando ulteriormente l’economia appoggiando sanzioni antirusse che vanno contro i nostri interessi economici.

  3. Cisco scrive:

    Sono in sostanza d’accordo, can che abbaia non morde. Putin e’ solo un pallone gonfiato a capo di un paese sgonfiato, ha solo bisogno della menzogna e di qualche vittoria militare per consacrare la propria sete di potere. Per il resto, se si accontenta di Crimea e Donbass si può anche essere pragmatici e pensare al portafoglio. Se tutti tutti gli “scontri di civiltà” (e quello tra occidente e oriente ortodosso e’ un’altro di quelli individuati da Huntington) si risolvessero così ci sarebbe da brindare con lo champagne (ma senza caviale).

  4. Piero scrive:

    Seguo i fatti relativi alla crisi Ucraina fin dall’inizio e questa è una delle pochissime volte che leggo un’articolo (analisi) chiaro, onesto veramente al di sopra delle parti.
    D’altronde bisogna mettersi al di fuori della mischia per capire quello che succede, ma sopratutto quello che può succedere. Conosco molto bene l’ucraina e la russia, avendo avuto una moglie ucraina e attualmente una russa, parlo la loro lingua (leggo quindi le notizie dei media occidentali che le loro) e conosco la loro mentalità. Ho vissuto anni nei due paesi e posso dire che l’ultima cosa che Putin ha in mente sia quella di portare la guerra in Europa.
    Putin a prescindere da qualsiasi sanzione sarà presa contro la russia non tornerà mai indietro, anzi più sente i paesi occidentali fare pressioni è più lui sarà deciso ad andare avanti. Le sanzioni sono completamente inutili, il popolo russo è abituato a soffrire e nel momento delle difficoltà riesce ad assere unito pertanto sebbene negli ultimi 20 anni siano abituati a girare il mondo con i soldi in tasca, sono anche disposti a soffrire per questioni che loro ritengono giuste.
    Quello che ha fatto Putin lo avrebbe fatto chiunque al suo posto, non lo dico io, ma se qualcuno si è preso la briga di leggere le opinioni di autorevolissimi personaggi come Henry Kissinger (due volte segretario di stato sotto la presidenza Ford e Nixon) sulla rivista Washington Post, Helmut Schmidt cancelliere della Repubblica Federale Tedesca dal 1974 al 1982, il nostro opinionista Sergio Romano ex ambasciatore a Mosca nonchè stimato storico, per non parlare dell’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi e di molti altri tutti concordi nell’affermare quantomeno le ragioni di Putin riguardo le azioni intraprese a seguito dei fatti di Maidan.
    Pertanto qui non si tratta di essere di parte, ma di documentarsi, informarsi e di guardare la realtà senza essere di parte. Putin potrà essere considerato un dittatore ai nostri occhi, ma per la Russia e per i russi non c’è allo stato alcuna alternativa se non l’anarchia e una spartizione delle ricchezze da parte degli oligarchi. Quindi attualmente l’unico in grado di gestire un paese enorme quale è la Russia attualmente è Putin.
    Usciamo dalla mischia e apriamo gli occhi, non voglio parlare dell’America. dell’Europa e degli errori commessi da noi occidentali, altrimenti ci sarebbe da scrivere per un mese, basta comunque ricordare il denaro speso dagli Stati Uniti per sostenere le rivolte in Ucraina e la telefonata tra l’ambasciatore americano a Kiev e Victoria Nuland (assistente del Segretario di Stato americano per gli affari europei e asiatici) dove quest’ultima idica chi dovrà salire al potere in Ucraina e manda letteralmente a quel paese l’Europa! Se come qualcuno dice la Russia non deve avere alcuna ingerenza negli affari Ucraini, non vedo perchè l’America che si trova dall’altra parte dell’oceano debba farlo! Prodi in una sua intervista dice di essere rimasto sorpreso quando al tavolo si sono seduti Europa, Ucraina, Russia e Stati Uniti dicendo di non capire la presenza Americana a quel tavolo. Come dire cosa c’entra l’America in tutto questo??
    Non si può assistere ad una partita ed analizzarla essendo tifosi di una delle due squadre. Io credo di essere al di sopra delle parti, i miei figli sono Italiani e Russi…amo sia il mio paese, sia la Russia che l’Europa e cerco di capire quello che succede in tutta serenità.
    Forse nessuno pensa che nell’est dell’ucraina oltre a russi e ucraini vi sono persone , di sanque russo e ucraino, famiglie miste moglie ucraina e marito russo o viceversa, con figli che non sanno da che parte stare. Qualcuno vuole pertanto dirmi chi è contro chi. Come si fa a dire Russia contro Ucraina o viceversa? Ci sono ucraini che amazzano ucraini, propri fratelli. Qui non è questione di essere filorussi o filoucraini, ma di una guerra fratricida in cui vi sono molti interessi fra cui quello degli oligarchi a Kiev con interssi nel donbass, soldi che non vogliono perdere! Qualcuno qui pensa che agli americani interessa il destino degli ucraini? Perchè agli americani interessa l’ucraina? Bisogna sempre porsi una domanda quando accadono queste guerre:”CUI PRODEST?” a chi giova? come dicevano i latini.
    Gli americani quando hanno voluto difendere i loro interessi strategici non hanno esitato a invadere Grenada nel 1983 nonostante l’invasione venne condannata dalle Nazioni Unite come un attentato alla sovranità di Grenada ed una violazione del diritto internazionale. Oppure la guerra di Panama del 1989, dove gli Stati uniti si sono arrogati il diritto di invadere un paese e di prelevare il presidente Manuel Noriega e portarlo davanti a un tribunale americano come criminale, nonostante egli fosse stato al soldo della CIA fino a qualche anno addietro.
    Voglio dire che gli americani usano due pesi e due misure quando questo conviene loro e non voglio dilungarmi sulla guerra del Vietnam, Iraq, sugli errori fatti con la Siria, La libia e così via…..
    Mi scuso se mi sono dilungato troppo, ma non è mia abitudine scrivere commenti, semplicemente ho avuto piacere nel leggere l’articolo di Rodolfo Casadei
    Grazie
    Piero

  5. Filomena scrive:

    @Piero
    Ho apprezzato molto la tua analisi soprattutto perché equilibrata e neutrale. Io conosco meno la situazione da vicino come dimostri di conoscerla tu anche se pure io ho parenti che provengono dalla Russia. Gli interessi economici stanno sempre alla base delle scelte strategiche degli Stati quando si tratta di appoggiare una o l’altra delle parti in gioco e l’America in questo non nulla da imparare. Comprendo che probabilmente in questo momento non si intravede all’orizzonte nessun leader veramente democratico che possa guidare la Russia verso una svolta meno autoritaria di quella imposta da Putin e se far cadere la sua leadership significherebbe il caos nel Paese è appunto comprensibile la sua presenza al governo. Credo però che noi europei e occidentali dovremmo fare pressioni diplomaticamente per avvicinare la Russia all’Occidente e non lasciare che si contrapponga solo per risvegliare nella popolazione vecchie glorie di superpotenza. Credo inoltre che dopo la caduta del muro e del regime comunista la Russia abbia acquisito il lato peggiore del capitalismo e mantenuto quello peggiore della dittatura precedente diventando di fatto una pseudodittatura di destra a stampo etico e religioso in politica sociale. Non credo proprio che queste siano le basi per una vera democrazia che metta al centro i bisogni delle persone e il miraggio del neoliberismo in economia ha semplicemente illuso le persone che avrebbero migliorato la loro qualità di vita. Ma non si ottiene nessun miglioramento se accanto al denaro non si hanno anche i diritti civili in primo luogo quello di esprimere le proprie opinioni e di non essere discriminato perché non si aderisce ad una certa morale. Il popolo russo dopo anni di dittatura, non è culturalmente attrezzato per dissentire pubblicamente rispetto a scelte anche etiche fatte da Putin per questioni religiose e ideologiche di potere e questo ha fatto si che abbia potuto facilmente manipolare i voti a suo vantaggio. La democrazia dovrebbe nascere dal basso ma per fare questo c’è bisogno sempre più che il popolo russo esca e veda altre realtà di altri Paesi. Di fatto questo già sta succedendo malgrado Putin ma questi processi sono lunghi e passeranno altre generazioni perché la Russia diventi a pieno titolo una democrazia.

  6. clo scrive:

    leggo sempre con discreto interesse i tuoi scritti, ma lasciatelo dire, si vede lontano un miglio che Obama non lo sopporti e che quindi parti col pregiudizio negativo nei suoi confronti e positivo nei confronti del tuo idolo Putin.
    non c’ e nulla di male, ma quNdo tacci gli altri di idologia, fissa la lente anche su di te e scoprirai che non sei poi cosi’ diverso dagli altri!

  7. Leo scrive:

    Mi verrebbe da pensare male e dire che se ci fosse ancora Bush presidente USA e un governo italiano “di destra” allora il giudizio su Putin sarebbe negativo, ma voglio essere buono e credere che la capacità di giudizio dei giornalisti di Tempi non sia totalmente asservita ai poteri forti e che sia ancora (minimamente) capace di mettersi in discussione di fronte all’evidenza dei fatti. Dire che non è Putin il nemico dell’Europa è già un passo avanti. Avanti così, che fra una decina d’anni (se la NATO non avrà prima fatto scoppiare la guerra nucleare e distrutto il pianeta) forse avrete la consapevolezza di essere un paese occupato dal 1945.

  8. andrea scrive:

    Putin È un nemico.

  9. Clara scrive:

    LO RIPOSTO VISTO CHE alle 11.50 è misteriosamente SPARITO.
    quali sarebbero i valori del cristianesimo che Putin diffende? Lei sarà sicuramente in grado di farci degli esempi concreti o era solo un suo pensiero uscito male? Intanto un paio glieli faccio io di esempi: qui uno che le piaccerà tantissimo visto che descrive la deificazione di Putin: http://www.rferl.org/content/feature/26573039.html
    O forse era a questi valori che si riferiva: lo scambio di onorificenze tra il patriarca Kirill e il leader comunista Zyuganov: http://www.gazeta.ru/social/news/2014/09/12/n_6473477.shtml (questo è in russo, ahimè sappiamo che il giornalettismo italiano fa già fatica a trovare l’Ucraina su google map, ma nel suo caso può farsi aiutare da Giulietto Chiesa). Riguardo poi al fatto che la Russia non intenderebbe invadere l’Ucraina, forse le è sfugita la Crimea, Sebastopoli e le reggioni orientali tuttora contese; le ricordo anche che in Crimea per attirare il turismo russo si sta organizzando una Las Vegas locale (http://lenta.ru/news/2014/07/31/crimea/ anche in qs caso stampa russa, non dei guerrafondai occidentali): anche questi sono i valori diffesi da Putin?

  10. Clo scrive:

    “Tutto quello che Putin ha in mente è di mantenere destabilizzata l’Ucraina orientale”
    Questa e’ una tua opinione, non e’ un fatto. Tu lo imterpreti in questo modo, in base a che cosa?

    • natalya scrive:

      Lei signorina non può sapere esattamente le cose.Ho vissuto in crimea e la assicuro che la gente sognava di ritornare con la Russia.in crimea vivono tanti popoli ma tutti usano il russo come lingua e non dico niente altro.se putin è aggressore perche su 20anni non ha mai preso crimea.per fortuna è ritornata con russia se no sarebbe bombardata come donbass con le basi nato in futuro.

  11. Clo scrive:

    “Quello che ha fatto putin lo avrebbe fatto chiunque al suo posto.”
    Ok, qui abbiamo raggounto l’apice. Ma chiunque chi?

  12. beppino scrive:

    Qualcuno ha a cuore il popolo che vive nell’attuale Ucraina?
    Poco più della metà (55-60%) é russofono mentre poco meno della metà (40-45%) é ucraino.
    Questo é il punto di partenza; tutto il resto é solo portare avanti le proprie convinzioni parlando dei fatti degli altri.

    • Filippo81 scrive:

      Condivido Beppino. Tra l’altro la Serbia a suo tempo fu bombardata dalla nato per costringerla a concedere la indipendenza al Kossovo(regione tra l’altro serba a tutti gli effetti, comunque….)mentre nei caso analoghi della Crimea, del Donbass e Novorussia essa si schiera contro gli Indipendentisti.Inoltre ,tanto per fare un esempio,i vari governi inglesi, sempre pronti a dare patenti di imperialismo, autoritarismo ecc agli altri, farebbero bene ad affrontare il problema dell’indipendenza dell’Irlanda del nord, di fatto occupata dalle truppe di sua maestà britannica !

  13. natalya scrive:

    Io parlo di ucraina e mi domando perche quando comodo gli americani parlano di autodeterminazione del popolo e quando no di integrità territoriale. Gente di Donbass hanno fatto referendum,loro non accetteranno mai ol regime nazista di Kiev.se loro mollano oggi ,domani gli americani si impadroniscono di tutto.sono infuriati che non sono riusciti a strappare la Crimea con golpe per mettere le base Nato.Io non sono un fan di putin però Russia sta a casa sua e americani scatenano guerre dappertutto libia Siria irak ucraina per e chi prossimo ?Ucraina è una moneta di cambio in guerra degli americani contro russia e solo strumento.intanto i quartieri abitati vengono bombardati a tappeto anche con missili balistici e bombe a fosforo.Sto male vedere soffrire mio popolo e c’è solo un silenxio criminale d europa….
    .

  14. natalya scrive:

    Prima di chiamare putin hitler,andate a donbass e guardate come stanno realmente le cose.se putin non mandava due volte aiuti umanitari non so cosa succederebbe.invece obama solo manda le armi e parla di democrazia e i diritti umani.e i diritti umani dei bimbi di donbass che dormono sui bunker,bevono acqua dalle pozzanghere,sono rimaste settimane sotto la terra perche esercito ucraino li bombardava notte e giorno.e un milione di profughi che sono scappati in Russia.Europa ha aiutato?

    • Leo scrive:

      Concordo. Se ci sono dei nazisti sono quelli del Pravi Sektor che mettono in scatole di legno le teste dei separatisti del Donbass uccisi e le mandano alle loro famiglie (la notizia è verificabile in rete con tanto di foto, terribili).
      E se non ci fosse stato Putin l’anno scorso, i tagliagole dell’ISIS starebbero già al potere in Siria.

      • Filippo81 scrive:

        Sono d’accordo Leo.I pregiudizi contro Putin sono alimentati da quasi tutti i media occidentali e arabi.Tra l’altro l’attuale Russia, avrà mille lacune e colpe, ma è l’unica potenza che si oppone CONCRETAMENTE all’integralismo islamico e all’arroganza della troika .

      • natalya scrive:

        Non solo pravyi sector,ma i battaglioni paramilitari Azov Aidar finanziati da oligarchi ucraini.Sono i nipoti di nazista bandera quello che collaborava con hitler il loro battaglione si chiamava ss galizia.E ora aidar e azov sono i battaglioni punitivi pro kiev perche i soldati di esercito ucraino rifiuta a uccidere i civili.

        • Leo scrive:

          Infatti credo che una cosa non prevista dalla NATO fosse che l’esercito regolare ucraino si rifiutasse di partecipare al massacro del proprio popolo (russo od ucraino che fosse)
          Le elite occidentali (voglio ostinatamente credere che a livello popolare la situazione sia migliore) hanno a tal punto rinnegato le proprie radici che non concepiscono neanche più che possa ancora esistere da qualche parte il senso di appartenenza ad un popolo.

  15. shark1 scrive:

    Da Asia News:
    “Alziamo la nostra voce in nome del popolo dell’Ucraina e diciamo a tutte le persone nel mondo: l’Ucraina sta sanguinando. Questo Stato sovrano e pacifico ha subito l’invasione militare diretta da parte del suo vicino”, si legge nell’appello del Sinodo dei vescovi della Chiesa greco-cattolica (Ugkt) e riportato dal sito ‘Religiia v Ukraine’. Il Sinodo si è tenuto a Leopoli il 10 settembre scorso. I presuli denunciano lo sconfinamento di “centinaia di unità di armamenti pesanti, equipaggiamenti e migliaia di mercenari armati e truppe dell’esercito regolare russo”, che “stanno seminando morte e distruzione, nonostante i negoziati sul cessate il fuoco e gli sforzi diplomatici”. Il Sinodo punta il dito anche contro la “propaganda, che non è meno distruttiva delle armi di distruzione di massa” e che sta diffondendo odio nella società, attraverso la distorsione dei fatti. E poi un avvertimento: “Chiunque stia uccidendo le persone in Ucraina non esiterà domani a puntare le armi contro altri nel proprio Paese e fuori dai suoi confini e attaccare qualunque Stato nel mondo”. “Fermate il bagno di sangue in Ucraina”, è l’appello rivolto a tutti i credenti di ogni religione e confessione, alle persone di buona volontà e ai capi di Stato e ai membri della comunità internazionale. In questo momento – conclude il documento – il silenzio e l’inazione vanno considerati “complicità”.

    Ok, Puntin non è nostro nemico ma questi cattolici cosa sono?

    • natalya scrive:

      Anche i preti greco cattolici dicono per un morto di pravyi sector-uccidere dieci filorussi.non so dove il mondo sta arrivando. Comunque anche tutte le badanti ucraine sono von il regime di poroshenko,loro non dicono di fermare la guerra,loro chiedono di armare i figli (quello che ha cominciato di fare nato).Prima era un presidente corrotto ma adesso oltre oligarca e anche assasino.visto che gli ucraini sostengono regime di poroshenko,perche non tornano in ucraina a fare cioccolatini?

    • Filippo81 scrive:

      Shark non fare lo gnorri !

  16. Alex scrive:

    Anzichè perdere tempo a fare ritorsioni ai russi (che sono a tutti gli effetti europei) dovremmo pensare a concentrare quelle poche risorse che restano per fermare in Iraq e Siria l’ lsis e di terroristi che minacciano l’America l’Europa occidentale e la Russia.Il punto è di difendere la nostra cultura la nostra religione e in un futuro non lontano forse.. anche le nostre vite..

  17. mike scrive:

    sabato sera tornando a casa su radio maria ho sentito padre livio parlare delle sanzioni. ha detto bene affermando che sono una fregatura con effetto boomerang per l’europa stessa oltre che per la russia. cioè ai potenti europei non interessa neanche dei cittadini europei che subiranno le conseguenze. a loro importa sono intimidire (!?) la russia che ha il “difetto” di essere l’unico grande paese cristiano al mondo. questo padre livio non lo ha detto finchè ascoltavo ma credo che prima o dopo lo abbia fatto.
    interessante padre livio, se non parla di Medjugorje è un piacere ascoltarlo.

  18. Giulio Dante Guerra scrive:

    Una cosa Casadei ha dimenticato di dire: che russi ed ucraini si stanno contendendo le “spoglie” di due popoli cancellati dalla faccia della terra, a suo tempo, da Stalin: i cosacchi del Don e i tatari di Crimea, entrambi dispersi nelle steppe dell’Asia, e sostituiti da coloni russi.

  19. Davide scrive:

    Se da un lato comprendo come storicamente l’Ucraina orientale sia stata più a contatto con il mondo russo di quella occidentale, dall’altro, facendo un parallelo con quanto osservato nei paesi Baltici (dove ho lavorato in zone economicamente “interessanti”) e dalle testimonianze analoghe che raccolgo da amici e colleghi con esperienze Kazake, in epoca sovietica le zone di interesse industriale strategico sono state ripopolate dal regime con fidati funzionari statali (prevalentemente russi), per mantenerne il controllo.

    Mi risulta quindi difficile pensare quindi che la Russia accetti un compromesso che la porti a perdere la sovranità “de facto” (tramite i vari oligarchi locali) su queste zone strategiche.

    Spero di sbagliarmi e auspico per i bene del paese che davvero possa esistere una soluzione “finlandese” anche per l’Ucraina.

    Se mi sbagliassi, sarei grato se qualcuno potesse aiutarmi a capire meglio.

  20. diabolik scrive:

    Una camomilla per la jacob, grazie ! ah ah ah

  21. Cisco scrive:

    @Redazione
    Senza sprecare delle costose atomiche, chiederei alla redazione se non sia il caso di eliminare il commento del delirante Ianni.

La rassegna stampa di Tempi
Pellegrinaggio iStoria-Tempi in Terra Santa

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