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Appello dai cristiani del Kurdistan: «Cosa aspettate a spazzare via i terroristi? Voi parlate, noi abbiamo un mese di tempo»

settembre 19, 2014 Leone Grotti

Intervista a padre Waheed k. Tooma, superiore generale dell’Ordine antoniano di sant’Ormisda dei caldei e di Alqosh (Kurdistan): «Anche i musulmani non si sentono più sicuri a Mosul»

«Voglio fare un appello a Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna: liberate l’Iraq dallo Stato islamico ma fatelo in fretta. Abbiamo perso troppo tempo, non possiamo più aspettare: qui in Kurdistan abbiamo due milioni di profughi e siamo alle porte dell’inverno». Parla così a tempi.it padre Waheed k. Tooma, superiore generale dell’Ordine antoniano di sant’Ormisda dei caldei e di Alqosh, il monastero caldeo più importante dell’Iraq.

iraq-erbil-04RITORNO A CASA. Insieme alla popolazione di Alqosh, in Kurdistan, padre Tooma è tornato da poco meno di un mese a casa sua. «Siamo scappati tutti perché i terroristi erano arrivati a dieci chilometri da qui. Fortunatamente non ci hanno mai conquistato». La piccola città è imbottita di profughi, «più di 100 famiglie emigrate dai villaggi invasi dai terroristi» dello Stato islamico, e tutti vivono nel terrore: «Non ci sentiamo sicuri. Non sappiamo cosa succederà domani: stiamo svegli fino alle 3 o 4 di notte per fare i turni di guardia, con la mano sul cuore per la paura».

«AL MASSIMO UN MESE». L’attacco annunciato da Barack Obama non suscita nessun entusiasmo da queste parti: «Non ci fidiamo degli Stati Uniti, nessuno sa che cosa vogliono e che intenzioni hanno. Ancora non abbiamo visto nessun bombardamento serio, perdono tempo a fare i loro piani ma noi non abbiamo tempo», continua padre Tooma. «Noi abbiamo al massimo un mese. Poi arriverà l’inverno con la pioggia e la neve. E allora dove andranno le persone che oggi dormono nei giardini, per strada, in case senza tetto? I più fortunati stanno nelle classi e così la scuola non è potuta cominciare in Kurdistan».

«PERSA LA SPERANZA». I profughi, «più che all’estero», vogliono tornare «alle loro case ma ormai hanno perso la speranza. Noi vogliamo che le forze internazionali arrivino qui e spazzino via questi terroristi. Ma cosa state aspettando? Non possiamo prendere in giro questi profughi, dire loro di tornare nei villaggi con la paura che i terroristi arrivino di nuovo a cacciarli».
I cristiani, come i yazidi e le altre minoranze non si fidano più di nessuno, neanche del governo: «Cosa hanno fatto loro per noi fino ad ora? Cosa ha fatto l’America? L’unico che ci ha difeso finora è il governo del Kurdistan, che per proteggerci ha perduto mille Peshmerga in combattimento».

«MUSULMANI INSICURI A MOSUL». Noi, conclude padre Tooma, «vogliamo che le città dei terroristi vengano bombardate. Non solo noi minoranze siamo minacciate ma tutto il popolo iracheno. Anche i musulmani non si sentono più sicuri a Mosul: speravano infatti di essersi liberati dell’islam dei tempi di Maometto. E invece questa gente ha riportato quell’idea antica e fanatica».

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16 Commenti

  1. Cisco says:

    Finché non interverranno le truppe di terra ben armate sarà dura cacciare i terroristi. Ma senza un accordo politico per la spartizione dell’area e delle sue risorse dubito che il cosiddetto Occidente intervenga. E l’ONU e’ bloccata dai veti di USA e Francia.

    • recarlos79 says:

      aggiungi che dopo aver messo d’accordo usa, francia e gran bretagna, bisogna spiegarlo a francesco che cosa significa difendersi dagli assassini.

      • Cisco says:

        @Recarlos
        Infatti è noto che USA Francia e Gran Bretagna obbediscono al papa e non aspettano altro che il suo via libera, magari con il supporto di qualche guardia svizzera.

    • Andrea UDT says:

      No.

      E’ bloccata dalla Russia sulla questione bombardamenti all’ISIS.

      vedi:

      http://www.corriere.it/esteri/14_settembre_11/mosca-obama-raid-sono-aggressione-senza-l-ok-damasco-2d78c074-39b0-11e4-99d9-a50cd0173d5f.shtml

      Il nodo è che Putin vuole un via libera in Ucraina in cambio del voto all’ONU. Le ragioni dei ristiani in Iraq sono secondarie per il governo Russo.

      La Cina invece non si capisce che posizione abbia. Temo che sia “basta che mi arrivi petrolio”, il resto chissenefrega.

      • Cisco says:

        @Andrea
        Hai ragione per l’ONU c’è anche la Russia, il che la dice lunga sul presunto ruolo di defensor fidei dell’ KGB e neofascista Putin. Ma si può intervenire anche senza Putin, come peraltro già stanno facendo proprio USA (che bombardano) e Francia. Il problema e’ che lo fanno in maniera inefficace e senza truppe di terra, le uniche che possono riprendere il controllo di una città come Mosul.

        • Filippo81 says:

          Caro Cisco, senza polemica e con tutto il rispetto, ma il “neofascista” Putin ha impedito che la Siria cadesse in mano ai “ribelli “islamisti (a maggioranza isil) appoggiati invece dai “democratici e liberali” regimi occidentali e dalle “progressiste” monarchie del golfo.

          • Cisco says:

            @Filippo81
            Vero, anche Stalin impedì a Hitler la presa di Stalingrado. Ma con ciò mi permetto di continuare a chiamarlo comunista! Anche gli stessi Assad, Saddam Hussein e Gheddafi hanno protetto i cristiani per questioni politiche, ma non per questo li vorrei come amici e non li esalto come grandi statisti.

            • Filippo81 says:

              Gentile Cisco , l’esempio di Stalin e Hitler è assolutamente fuoriluogo, anche perche se parliamo di Stalin, ricorda che era alleato proprio degli angloamericani.Comunque nessuno vuole osannare o canonizzare Assad,Saddam Hussein o Gheddafi,Semplicemente questi regimi hanno o avevano tutte le colpe di questo mondo, ma sono o erano infinitamente migliori delle infernali situazioni che si sono create in Iraq, Libia e in parte della Siria
              ,All’isil , io,preferisco Assad, all’isil irakeno preferivo Saddam. Alla Libia in mano alle varie bande islamiste preferivo Gheddafi .Ai Fm egiziani preferisco i militari che li hanno spodestati. Ognuno poi la pensa a modo suo, ovviamente.

              • Cisco says:

                @Filippo81
                Anche io preferisco Assad, Saddam Hussein e Gheddadi agli jihadisti, così come preferisco Putin a Stalin. Ma è del tutto evidente che dei cristiani a Putin non interessi nulla, quindi elevarlo a paladino della Cristianità come fanno alcuni e’ inquietante.

                • Filippo81 says:

                  Putin non è un Paladino della Cristianità e non ha mai preteso di esserlo.Semplicemente egli vuole DAVVERO combattere il terrorismo sunnita e è uno dei pochi statisti che si oppongono all’arroganza della troika, per cui lo preferisco di gran lunga ai nostri statisti occidentali,. Costoro si che hanno invece posizioni ambigue ed inquietanti nei confronti dell’islamismo ma anche nei confronti di noi cittadini ,sempre di più ridotti a sudditi dei poteri forti.

      • Filippo81 says:

        Gentile Andrea, le ragioni dei Cristiani in Iraq e Siria sono secondarie (questione di opinione, comunque)per la Russia, secondo te. Invece ad obama, cameron, merkel ,sceicchi arabi vari, non FREGA PROPRIO UN FICO SECCO dei Cristiani, anzi…..ecco la differenza.

  2. Orazio Pecci says:

    Nel 1956 il mondo restò seduto sull’orlo della fossa in cui venivano sepolti gli ungheresi. Oggi cambia la fossa, il resto è uguale. Qualche vecchio signore si sentirà ringiovanire…

  3. Filippo81 says:

    Purtroppo è inutile aspettarsi aiuti dagli attuali governi occidentali, anzi,,,,,,,Onore al popolo curdo e ai suoi peshmerga !

  4. Sebastiano says:

    Soprattutto sono scomparsi (con una rapidità che manco la neve al sole) i girotondini arcobalenanti. E il motivo è abbastanza chiaro.

  5. mike says:

    mi convinco sempre più che si stia verificando la cosiddetta grande tribolazione. includendo quanto accade altrove rispetto ad iraq e siria.

    • yoyo says:

      La grande tribolazione è di tutti i tempi. Diguarda tutti i martiri che hanno lavato la veste nel sangue del Agnello, come dice l’ Apocalisse. È una condizione metastorica.

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