XIII Congresso Mcl: “Forti della nostra identità”

Si apre a Roma l’assise del Movimento cristiano lavoratori con Santoro, Conte, Tajani, Twal, Durigon. Costalli: «Parleremo di lavoro e di Europa»

Dal diritto al lavoro (piuttosto che al solo reddito, come sembra più à la page in quest’epoca politica) fino alla definizione dei contorni di un europeismo popolare, riaffermando un possibile nuovo protagonismo dei corpi intermedi. Un’agenda impegnativa, ben riassunta dal titolo-tema “Forti della nostra identità, attraverso il lavoro, costruttori di speranza in Italia e in Europa”, quella del XIII Congresso del Movimento Cristiano Lavoratori, che apre oggi pomeriggio, per concludersi domenica 27, presso l’Ergife Palace di Roma.

CONTE E TAJANI

L’assise si propone non solo di delineare le prospettive future dell’organizzazione, ma anche di portare riflessioni originali nel dibattito pubblico. Forte l’attenzione delle istituzioni, come dimostra proprio il programma dell’apertura dei lavori. S’inizia alle 15, con la prolusione di monsignor Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e Presidente della Commissione per i Problemi Sociali e il Lavoro della Cei. A seguire la relazione del presidente Mcl Carlo Costalli, poi, il saluto agli oltre 700 delegati dei vertici nazionali e continentali: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo.

DURIGON E TWAL

Un derby, sottolinea causticamente qualche osservatore, tra i volti moderati del populismo di governo e del berlusconismo nella nuova declinazione europopolare. Una presenza, la loro, in ogni caso, che conferma l’esigenza della politica di ritrovare un confronto con chi opera nella società, per quanto tiri ancora forte il mito della disintermediazione. Come conferma la partecipazione, domani, del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, guardiano leghista al superministero di Di Maio.
Lo sguardo al Mediterraneo come ambito di pace, che caratterizza il Movimento, è sottolineata dalla presenza di Fouad Twal Patriarca Emerito Latino di Gerusalemme, che domenica presiederà la celebrazione eucaristica. Tempi, ritmi e mood altri da quelli a misura di tweet che paiono egemoni.

CORPI INTERMEDI

Come sottolinea, però, il presidente Costalli: «A volte per essere davvero presenti alle sfide del proprio tempo tocca essere incontemporanei». Lo stesso così spiega il senso del titolo del Congresso: «Non si può non partire dall’identità per costruire un autentico protagonismo e una speranza fondata, radicata e praticabile. Il lavoro, poi, rimane il grande spazio in cui l’uomo attua la propria vocazione creativa. Non a caso, guardando al sempre maggior attivismo delle organizzazioni datoriali e dei lavoratori nel denunciare i limiti di visione dell’attuale governo, ho utilizzato l’espressione “civismo dei produttori”: c’è una dimensione politica del lavoro che non sta tanto nella rivendicazione di diritti quanto nella presa di coscienza di come esso sia strumento che dinamizza la società, evitandole una fin troppo scontata condanna al rancore e alla paura. Infine, l’ideale europeo che per noi è “non negoziabile”: ciò non significa un’arroccata difesa dello status quo, anzi… C’è più di qualcosa da cambiare in quest’Europa, ma lo si può fare solo dall’interno. I corpi intermedi, assumendo una prospettiva e una dimensione continentale, nel nostro caso rivitalizzando la tradizione europopolare, possono innescare dei processi di autentico cambiamento».

Foto Ansa