“Wonder Woman”, un film di armi e amore migliore delle attese

Un’amazzone dotata di forza sovrumana finisce nel bel mezzo della Prima Guerra mondiale. Il film funziona anche, paradossalmente, perché la regista non è una virtuosa.

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WONDER WOMAN

Avevamo qualche pregiudizio su questo Wonder Woman. Una cosa alla Xenia – Principessa guerriera, pensavamo, con romanticherie ed effetti posticci. E invece no, il film funziona per la maggior parte. Funziona perché Gal Gadot è una bestia, ha delle gambe che non finiscono più, è atletica ed è vera protagonista: sa recitare, sa perfino far sorridere nelle sequenze in cui l’amazzone cerca di ambientarsi nel mondo civile.

E il film funziona anche, paradossalmente, perché la regista non è una virtuosa. Lei, che aveva diretto la Theron in Monster, lascia perdere le sottotrame e i troppi personaggi che avevano affollato i precedenti film targati DC Comics per concentrarsi su una storia lineare, la bella protagonista alle prese con le armi e con l’amore. Il risultato è un buon intrattenimento, quasi un film di guerra più che da supereroi in senso stretto, con solo una prima mezz’ora deboluccia a causa di uno spiegone evitabile ed effetti non all’altezza. 

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