«Vogliamo portare lo sport in carcere per liberare energie buone»

Fabio Pizzul è tra i promotori del convegno “Sport in carcere” per «mettere le basi per discutere di un progetto che preveda la presenza stabile dell’attività sportiva per i detenuti».

Si terrà domani presso Palazzo Pirelli a Milano, il convegno organizzato dal gruppo consiliare del Partito Democratico di Regione Lombardia dal titolo “Sport in carcere, liberare le energie buone”. Coordinatore dell’intervento il consigliere Fabio Pizzul, che a tempi.it spiega perché «è importante concentrare l’attenzione sull’attività sportiva in Lombardia».

Qual è lo scopo del convegno?
Vogliamo fare il punto sulla situazione delle carceri lombarde per capire quanto siano reali le possibilità di proporre attività sportive ai detenuti. Lo sport è un’attività importante, che consente di curare le relazioni e di utilizzare in maniera produttiva il proprio tempo. Il convegno metterà attorno a un tavolo tutti gli attori, dall’amministrazione penitenziaria, alla Regione Lombardia, al Coni, e insieme cercheremo di capire come utilizzare al meglio le poche risorse a disposizione .

Nelle strutture penitenziarie lombarde attualmente si pratica l’attività sportiva?
In tutte le carceri ci sono palestre o attività di movimento individuale dei detenuti. In alcuni istituti, penso soprattutto a Bollate, la metà dei detenuti fa sport, partecipando anche con tornei e iniziative esterne al carcere. In altri sono presenti corsi di avviamento alle diverse pratiche sportive. Per esempio a Opera, dove lo scorso anno si sono tenuti corsi di basket e pallavolo, o nel carcere di Bergamo. A San Vittore, grazie alla Fondazione Cannavò, è stato recentemente costruito un nuovo campo di erba artificiale per giocare a calcio.

Quindi ci sono già delle iniziative di carattere sportivo.
Si, il problema è che non vengono adeguatamente valorizzate e comunque stiamo parlando di iniziative pensate e finanziate da fondazioni e donazioni private. C’è bisogno invece di un progetto globale che preveda una presenza stabile dell’attività sportiva per i detenuti e, ovviamente, la creazione di strutture adeguate.