Hong Kong. Polizia insegue, getta a terra e arresta bambina di 12 anni

Hong Kong ha avuto appena 4879 casi di coronavirus e 98 decessi, con un incremento di 20 casi al giorno, ma il governo ha deciso di rinviare le elezioni per il rinnovo del Consiglio legislativo, che dovevano svolgersi domenica, di ben 12 mesi per motivi sanitari. È l’ennesima conferma della perdita di autonomia della città dopo l’imposizione da parte di Pechino della legge sulla sicurezza nazionale, entrata in vigore l’1 luglio.

Ieri migliaia di persone sono scese in piazza al grido di «ridateci il nostro voto!» e «cinque richieste, non una di meno», lo slogan delle oceaniche proteste del 2019. In totale più di 300 persone sono state arrestate per aver violato la legge sulla sicurezza nazionale, che azzera la possibilità di esprimere la propria opinione in qualsiasi modo. Tra gli arrestati ci sono anche alcuni importanti leader democratici, come Figo Chan, Raphael Wong e Leung Kwok-hung.

Pechino ha sempre cercato di rinviare le elezioni per il Consiglio legislativo, sapendo che i partiti pandemocratici avrebbero riportato una vittoria schiacciante, tale forse da esautorare anche l’attuale governatrice, Carrie Lam. Per questo ha prima squalificato la maggior parte dei candidati democratici con futili pretesti, poi ha rinviato tutto il voto.

La notizia che però ha fatto il giro del mondo è l’inseguimento, il fermo violento e l’arresto da parte della polizia di una bambina di 12 anni. La ragazzina stava acquistando del materiale scolastico, quando si è ritrovata accerchiata dalla polizia, che inseguiva i manifestanti. Spaventata, ha cercato di scappare e la polizia l’ha gettata a terra con violenza e arrestata. La famiglia ha dichiarato all’Apple Daily che farà causa alla polizia e al governo. Gli agenti si sono giustificati affermando che la giovane «stava scappando in modo sospetto». La repressione a Hong Kong non risparmia più neanche i bambini.