Venezuela. Maduro incarcera gli oppositori per «aver fomentato» gli scontri di piazza

Il sindaco di San Cristobal è stato arrestato perché «ha facilitato la violenza irrazionale in città». La stessa accusa che pende sulla deputata Maria Machado: «Chiunque viola il diritto alla vita viola la costituzione»

Gli agenti dell’intelligence venezuelana sono entrati nel suo ufficio mercoledì sera, portandolo via coi modi che si usano per arrestare i criminali: Daniel Ceballos è sindaco di San Cristobal, nello stato di Tachira, e da ieri è in carcere per non essere «conforme con i suoi obblighi dettati dalla legge e della costituzione», poiché, stando a quando riferito dal ministro degli interni Miguel Rodriguez, «avrebbe facilitato e favorito la violenza irrazionale a San Cristobal». La guerra di Nicolas Maduro all’opposizione non è solo quella delle violenze degli agenti della Guardia Nacional sugli studenti, ma pure gli arresti con cui il leader del Venezuela sta cercando di soffocare qualsiasi voce politica a lui contraria.

HA FOMENTATO L’INSURREZIONE. Ceballos era dirigente del partito “Voluntad popular”, lo stesso da cui veniva Leopoldo Lopez Mendoza, dietro alle sbarre da più di un mese. Stando agli avvocati del primo cittadino di San Cristobal non sarebbero state offerte motivazioni ufficiali al momento del fermo, sebbene il Governo lo accusasse di aver «fomentato l’insurrezione dei civili»: qui i giovani delle università seguono tutti i giorni le cronache di quanto accade a Caracas, rinnovando la lotta negli stessi modi e costruendo “guarimbas” per le vie di San Cristobal. Le barricate sono costate caro anche a Enzo Scarano, sindaco di San Diego, città dello stato di Carabobo: mercoledì sera, durante un’udienza penale svoltasi a porte chiuse, è stato condannato a dieci mesi di reclusione e destituito dal suo ruolo di primo cittadino per non aver rispettato l’ordine del Governo di rimuovere dalle strade le barriere di studenti e manifestanti.

«CHI VIOLA IL DIRITTO ALLA VITA VIOLA LA COSTITUZIONE». L’arresto più paradossale è quello di Maria Machado, deputata all’opposizione accusata dall’Assemblea Nazionale di omicidio e tradimento: ingegnere votato alla politica, da un mese e mezzo è una dei leader delle proteste in piazza, e per questo è considerata la responsabile diretto delle 28 vittime causate dalle rivolte anti-chaviste. La deputata maduriana Tania Diaz ha chiesto l’arresto della Machado usando queste parole: «Assicurare una vendetta a tutti questi morti. Chiunque viola il diritto alla vita viola la costituzione». Dimenticandosi che chi spara sulla folla non è certo l’opposizione.