Venezuela. Maduro dorme in un bunker ed «è sempre più isolato»

L’Operazione libertà non è stata un fallimento: «Il dittatore ha capito di non potersi più fidare di nessuno. Il piano non ha funzionato per ambizioni personali»

L’Operazione libertà lanciata il 30 aprile dall’autoproclamato presidente ad interim del Venezuela, Juan Guaidó, «non è stata affatto un fallimento». Lo ha dichiarato il direttore senior del Consiglio nazionale di sicurezza della Casa Bianca, Mauricio Claver-Carone, durante una conferenza a Bogotà.

Parlando nella capitale colombiana, riporta il Miami Herald, Claver-Carone ha spiegato che il numero degli ufficiali che hanno già abbandonato il dittatore Nicolas Maduro «è molto più ampio di quanto è stato scritto. Quelli che lo sostengono ancora si possono contare sulle dita di una mano e se non fosse così non avrebbe bisogno di essere circondato dai russi e dai cubani».

GOLPE FALLITO PER «AMBIZIONI PERSONALI»

Il 30 aprile Guaidó ha invocato per l’ennesima volta una ribellione dell’esercito. Alcune frange delle Forze armate si sono schierate con l’opposizione, ma la maggior parte dei generali e dei più stretti collaboratori di Maduro sono rimasti al suo fianco. Secondo il consigliere della sicurezza americano, la rivolta è fallita per colpa delle «ambizioni personali» e della «avidità» di alcuni elementi.

Come già riportato anche dal Washington Post, il presidente della Corte Suprema, Maikel Moreno, il capo della guardia presidenziale e il ministro della Difesa avevano accettato di abbandonare Maduro. Ma Moreno ha fatto fallire all’ultimo momento il piano chiedendo di diventare presidente ad interim al posto del dittatore, scalzando così il presidente del Parlamento Guaidó.

«MADURO È SEMPRE PIÙ ISOLATO»

Per questo il piano è naufragato ma Maduro ha capito di non potersi più fidare di nessuno. Attualmente, continua Claver-Carone, il successore di Hugo Chavez non si avventura mai in pubblico e dorme in un bunker con il terrore di essere assassinato. «Maduro è sempre più isolato, il tentativo di arrestare i membri dell’Assemblea Nazionale è estremo e potrebbe alienargli anche le ultime simpatie. Al momento, il suo unico pensiero è come restare al potere un giorno di più».

Il riferimento è all’arresto di settimana scorsa del vicepresidente dell’Assemblea Nazionale, Edgar Zambrano, e alla richiesta della Corte Suprema di incriminare dieci deputati, ai quali è stata tolta l’immunità parlamentare. Un quarto dei membri dell’opposizione si trova già in carcere o in esilio, ma Maduro non ha intenzione di fermarsi. Ieri la Corte Suprema ha accusato altri quattro deputati di alto tradimento, mentre l’esercito ha impedito l’accesso al Parlamento usando come scusa la presunta presenza nello stabile di materiale esplosivo.

Winston Flores, tra i deputati accusati, ha dichiarato alla Reuters: «La Corte Suprema emana ordini illegittimi per volere del dittatore. Sappiamo che andranno avanti finché non riusciranno a distruggere l’Assemblea Nazionale, ma questo non fa che infonderci ancora più forza». Un altro membro dell’opposizione, Jorge Millan, ha aggiunto: «Non c’era nessuna bomba nel Parlamento. È solo un trucco per impedirci di riunirci ma se non possiamo farlo oggi, lo faremo domani».

Foto Ansa