Se Usa e Russia si faranno la guerra in Venezuela, sarà solo colpa di Maduro

Il regime continua a parlare di dialogo, ma lo fa solo per alzare una cortina di fumo e guadagnare tempo, mentre fa arrestare i legittimi rappresentanti dei venezuelani con le armi e le gru

Il dittatore del Venezuela, Nicolas Maduro, è costretto ad autorizzare azioni sempre più radicali nel disperato tentativo di mantenere il potere contro ogni legittimità. Ieri il vicepresidente dell’Assemblea Nazionale, Edgar Zambrano, è stato arrestato e portato via con metodi “eccezionali”, riporta la Bbc. Accerchiato nella sua auto da uomini del servizio di intelligence bolivariano (Sebin), si è rifiutato di scendere dalla vettura. Di conseguenza, il Sebin l’ha portato via insieme al mezzo con una gru e rinchiuso probabilmente nel carcere di El Helicoide, nel centro della capitale Caracas.

«MADURO HA PAURA»

L’arresto violento di Zambrano è la diretta conseguenza dell’ordine emanato dalla corrotta Corte Suprema del Venezuela, che ha chiesto di incriminare sette deputati, tra i quali Zambrano, di alto tradimento per aver aiutato il presidente ad interim Juan Guaidó a organizzare le proteste del 30 aprile. La Corte Suprema ha ordinato gli arresti togliendo l’immunità parlamentare che protegge i deputati.

Un’altra deputata della lita, Marianela Magallanes, spostata a un italiano, si è rifugiata nell’ambasciata italiana a Caracas in attesa di ottenere la cittadinanza. Parlando alla Cnn, Guaidó ha dichiarato che se si trova ancora in libertà «è solo perché il regime ha paura delle conseguenze», cioè di un possibile intervento militare degli Stati Uniti.

«SERVONO ELEZIONI PACIFICHE E REGOLARI»

Nelle ultime settimane le ripetute richieste da parte dell’opposizione all’esercito di abbandonare Maduro e schierarsi dalla parte del popolo non hanno sortito l’effetto sperato. La maggior parte dei generali resta al fianco del dittatore, che li ripaga con ricche prebende a danno del paese, che versa in una crisi economica e alimentare spaventosa. Cortei pro e contro Maduro si sono scontrati nelle piazze, a riprova che il paese nonostante tutto non è unito.

Anche per questo nei giorni scorsi il gruppo Red de activismo por la convivencia (Reacin), formato da attivisti e professori universitari, è tornato a invocare «una soluzione pacifica, democratica, costituzionale ed elettorale al conflitto politico nel quale è sprofondato il paese». Quella proposta da Reacin è l’unica soluzione sensata e possibile alla crisi ed è anche la prima avanzata da Guaidó.

SI RISCHIA LA GUERRA

Il motivo per cui questa «soluzione pacifica e costituzionale» sembra impossibile da attuare è l’arroganza di Maduro. Il dittatore, insensibile di fronte al suo popolo che muore di fame e fugge dal paese, non ha nessuna intenzione di lasciare il potere e di misurarsi con il processo democratico. Il regime continua a parlare di dialogo, ma lo fa solo per alzare una cortina di fumo, distrarre l’opinione pubblica e guadagnare tempo, mentre dà mandato di arrestare i legittimi rappresentanti dei venezuelani con le armi e le gru. Se il Venezuela discenderà ancora di più nel caos e il paese diventerà un pericoloso terreno di scontro, anche militare, tra Stati Uniti e Russia, la colpa sarà solo sua. Ma a farne le spese saranno tutti i venezuelani.

Foto Ansa