La sinistra arruola Vannacci per vincere le prossime elezioni

Di Emanuele Boffi
05 Febbraio 2026
Il generale può sottrarre quei voti che farebbero prevalere il campo largo. Gli incontri con Renzi, le contromosse del centrodestra, la legge elettorale. Lettere a Tempi
Il generale Roberto Vannacci con Matteo Salvini, Firenze 5 aprile 2025 (Foto Ansa)
Il generale Roberto Vannacci con Matteo Salvini, Firenze 5 aprile 2025 (Foto Ansa)

Caro direttore, la vicenda Vannacci mostra, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia stata improvvida la scelta di Matteo Salvini di dare una svolta “a destra” a un partito che con quella storia e tradizione nulla aveva a che spartire. Ora, però, la vedo dura tornare indietro. I vari Zaia, Fedriga, Fontana non mi sembrano in grado di far cambiare rotta al Carroccio.
Michele Mario Colombo

Noi la pensiamo come lei, con un po’ più di ottimismo perché ci pare che il nuovo governatore del Veneto, Alberto Stefani, abbia tutte le qualità per reinterpretare i tradizionali cavalli di battaglia leghisti e per dare nuova linfa al partito. Sicuramente, Futuro nazionale di Vannacci rappresenta un grosso rischio per il centrodestra alle prossime elezioni. E in questo senso è utile leggere le mosse di Matteo Renzi per capire come gira il fumo. Qualche giorno fa, è uscita la notizia di un incontro segreto tra il generale e il leader di Italia viva. Incontro smentito da Vannacci, che ha annunciato querela, ma, per quel che capiamo noi, del tutto verosimile. Renzi ieri ha detto al Foglio che «l’uscita di Vannacci è un assist al Campo largo. Se la sinistra sta insieme alle prossime elezioni vince». Basta infatti qualche punto percentuale per aggiudicarsi la vittoria ed è vero che, con questa legge elettorale, una sinistra unita, stile Unione di Prodi, potrebbe prevalere nel 2027. Vincere, forse, ma non governare, come lo stesso esempio dimostra: un conto è correre tutti insieme da Dini e Diliberto (allora), e da Renzi a Fratoianni (domani), un altro è governare. Resta il fatto che la forza del centrodestra in questi anni è stata la sua unità e la Lega è una componente essenziale per una coalizione che voglia avere qualche chance. Disinnescare il “miles gloriosus” (soldato fanfarone per dirla con Plauto) Vannacci non sarà facile e una strategia potrebbe essere quella di favorire la nascita di un centro guidato da Calenda che sottragga al Campo largo le stesse percentuali che il generale toglie al centrodestra. E qui si ritorna a discutere di legge elettorale e di percentuali da raggiungere per approdare in parlamento, problema comune sia a Futuro nazionale di Vannacci sia ad Azione di Calenda.

Ma a Milano ci sono le Olimpiadi?

Caro direttore, come è diventata triste Milano! Pare che il 6 febbraio, nello stadio di San Siro di Milano, vengano inaugurate le Olimpiadi invernali: così, almeno, dicono i Tg. Ma nella città di Milano, solitamente così accogliente e dinamica, non vi è alcun segnale di partecipazione a questo importante e irripetibile evento. Non un manifesto, non un colore, non una bandiera, nessuno dei 5 cerchi olimpici, non un segno di benvenuto: nulla, né in centro, né in periferia, né a Linate, né alla stazione Centrale. Città resa totalmente indifferente rispetto ad un evento che, comunque, ha una rilevanza mondiale. Ma tutto ciò non è casuale: è il frutto triste di una amministrazione che, oramai, è stanca di governare, immersa in una mediocrità che non ha precedenti. Niente fantasia, niente creatività (se non quella di rovinare corso Buenos Aires), niente amore verso una città che aveva “il cuore in mano”. L’unica cosa che questa noiosa amministrazione ha saputo fare è quella di annunciare che nei giorni 5 e 6 febbraio sarà meglio stare chiusi in casa, per motivi di sicurezza. Questo sacrificio sarebbe stato accolto con più favore se ai milanesi fosse stata proclamata prima l’importanza di un evento eccezionale come una Olimpiade. Ora, in questo clima di indifferenza assoluta, vengono imposte solo limitazioni. Limitazioni, quindi, più incomprensibili. Triste Milano, dunque! E povera la ricca Milano!
Peppino Zola

L’angelo Meloni e il Paglia seminudo

Cos’è tutta questa polemica sul volto meloniano dell’angelo nella basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma? E dai e dai alla fine lo hanno cancellato. Suvvia, le chiese italiane sono piene di immagini di potenti raffigurati negli affreschi delle chiese!
Mariangela Alzati

Sono cose da non prendere troppo sul serio. Tra le guglie del Duomo di Milano ci sono le statue di Mussolini e Primo Carnera, e nessuno si sogna di abbatterle. Ieri il Foglio ha ricordato poi che, qualche anno fa, a Terni apparve un affresco in cui tra angeli omosessualizzati e in pose assai equivoche c’era un personaggio che ricordava «il vescovo dell’epoca, mons. Paglia, ritratto seminudo con zucchetto viola in testa. Nessuno dall’alto, chiese dimissioni o stilò comunicati di fuoco. È l’arte, si disse».

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1 commento

  1. GIANLUIGI LASSINI

    Purtroppo è così. La gestione delle Olimpiadi è stata sbagliata completamente.
    Non c” è stata alcuna preparazione e la gente si è resa conto di questo avvenimento solo per i limiti del traffico che sono previsti e che creeranno molti disturbi.

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