Da Van De Sfroos a Mozart, da Giacomino all’Innominato: ecco «l’inaudito spettacolo di amore che si consuma per noi»

Ieri sera in piazza Duomo a Milano migliaia di persone hanno risposto all’invito del cardinale Angelo Scola, che ha esposto la Croce con la reliquia del santo Chiodo. E hanno visto la bellezza del cristianesimo

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Erano anni che non si vedeva uno spettacolo così, capace di far percepire che il cristianesimo non è qualcosa di noioso, triste, cupo, “da preti”, ma un avvenimento bello, ricco ed entusiasmante. Quarantamila persone hanno stipato ieri sera piazza Duomo a Milano rispondendo all’invito del cardinale Angelo Scola, che ha esposto la Croce con la reliquia del santo Chiodo.

milano-duomo-spettacolo-scola-giacomoIL CHIODO E IL BRICO. E magari, come ha detto il comico Giacomo Poretti (qui il video dello spettacolo) durante il suo intervento, molti pensano «che quel chiodo non è vero ma è stato comprato al Brico» ma non si è mai visto che un chiodo del Brico generasse qualcosa del genere. Sullo sfondo della facciata del Duomo, per due ore giovani vecchi e bambini hanno ascoltato in silenzio pezzi di musica classica eseguita da un’orchestra posta ad hoc sul sagrato.
Le brevi parole di Gemma Capra, la vedova del commissario Luigi Calabresi, hanno fatto riflettere sul mistero del perdono, letture potenti come la conversione dell’Innominato dai Promessi Sposi di Alessandro Manzoni sul mistero della misericordia e passi struggenti dell’Interrogatorio a Maria di Giovanni Testori sul mistero dell’amore di Gesù per gli uomini.

milano-duomo-spettacolo-croceVAN DE SFROOS E MOZART. Chi ieri ha ascoltato Van De Sfroos cantare la Ninna nanna del contrabbandiere o Giacomo raccontare il suo rapporto con la Madonnina che dalla cima del Duomo domina Milano, facendo venire le lacrime agli occhi (dal ridere) ai partecipanti, o l’orchestra eseguire l’Ave Maria di Schubert e l’Ave Verum Corpus di Mozart ha capito senza bisogno di una laurea in teologia le parole pronunciate dall’arcivescovo Scola: «Come la folla di duemila anni fa, siamo venuti a vedere l’inaudito spettacolo di amore che si consuma per noi»: «La Croce, fisicamente a noi rappresentata dalla Reliquia del Santo Chiodo che trafisse le mani di Gesù».

IL VERO PROTAGONISTA. Lo spettacolo è durato due ore e tutto era fatto bene senza sbavature: i musicisti erano bravi, i cantanti erano bravi, gli attori erano bravi e nonostante fossero tutti “one man show” nessuno ha cercato di rubare la scena al protagonista, la Croce che stava al centro del sagrato. Neanche il cardinale, che prima di far recitare il Credo e cantare il Regina Coeli, ha detto: «In questo fiume di grazia che è la storia cristiana noi siamo l’ultimo anello della ininterrotta catena delle generazioni. Ognuno porti questa bellezza nella sua vita ordinaria: in famiglia, al lavoro, nei momenti di riposo».

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