Usa, matrimonio gay. Dolan: «La Corte Suprema si è sbagliata. Le legge deve rispettare la verità»

Il comunicato del presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti contro la sentenza della Corte Suprema che apre alle nozze omosessuali

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Pubblichiamo una nostra traduzione del comunicato emesso ieri dalla Conferenza episcopale degli Stati Uniti con le dichiarazioni del presidente, il cardinale arcivescovo di New York Timothy Dolan, in merito alla sentenza della Corte Suprema che ha dichiarato incostituzionale parte del “Defense of Marriage Act”, estendendo alle coppie omosessuali sposate negli stati che riconoscono il matrimonio gay di godere in tutto il suolo federale degli stessi benefici delle coppie tradizionali.

Oggi è un giorno tragico per il matrimonio e per la nostra nazione. Abbattendo parzialmente il “federal Defense of Marriage Act,” la Corte Suprema ha commesso una profonda ingiustizia nei confronti del popolo americano. La Corte si è sbagliata. Il governo federale ha il dovere di rispettare la verità del fatto che il matrimonio è l’unione di un uomo e una donna, anche quando gli stati non lo riconoscono. La protezione di libertà e giustizia prevede che tutte le leggi, federali e statali, rispettino la verità, compresa quella del matrimonio. Sfortunatamente la Corte non ha sfruttato l’opportunità di sostenere la Proposition 8 della California, decidendo di non pronunciarsi in merito. Il bene di tutti, specialmente dei bambini, dipende da una società che sostiene la verità sul matrimonio. Questo è il momento di raddoppiare i nostri sforzi per testimoniare questa verità. Questa decisione è parte di un dibattito pubblico di grande importanza. Il futuro del matrimonio e del benessere della nostra società sono in bilico.

Il matrimonio è l’unica istituzione che unisce un uomo e una donna per tutta la vita, assicurando a qualsiasi bambino che possa venire da questa unione, la sicurezza di avere una madre e un padre.

La nostra cultura dà per scontato da troppo tempo ciò che la natura umana, l’esperienza, il buonsenso e il saggio disegno di Dio confermano: le differenze tra uomini e donne contano, le differenze tra una mamma e un papà contano. Anche se la nostra cultura ha fallito il tentativo di rafforzare il matrimonio, non c’è motivo di arrendersi. Questo è il momento di rafforzare il matrimonio, non di ridefinirlo.

Quando Gesù insegnò il significato del matrimonio – l’unione esclusiva di marito e moglie per tutta la vita – rimandò alle origini della persona come uomo e donna (vedi Matteo 19). Davanti alle leggi e le usanze dei suoi tempi, Gesù insegnò una verità impopolare che tutti potevano comprendere. La verità sul matrimonio perdura e noi continueremo a proclamarla coraggiosamente con fiducia e carità. Ora che la Corte Suprema ha preso una decisione, con rinnovata convinzione chiediamo ai leader e al popolo di questa buona nazione di promuovere e difendere insieme l’unico significato del matrimonio: un uomo, una donna, per la vita. Chiediamo anche preghiere mentre la decisione della Corte viene riesaminata e le sue implicazioni vengono ulteriormente chiarite.

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