«Unioni civili? Pisapia manca di rispetto al Papa e a tutti i cattolici»

Pisapia vuole il registro delle unioni civili e lo annuncia alle porte della visita del Papa a Milano. Il presidente della Costituente di Centro, Savino Pezzotta a tempi.it: «Manca di rispetto ai cattolici».

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

«Anche solo per rispetto dell’opinione di milioni di cattolici sarebbe stato meglio che Pisapia si fosse astenuto dal rilanciare il registro delle unioni civili. Non poteva aspettare qualche giorno?», si chiede il presidente della Costituente di Centro, Savino Pezzotta, come riporta il Corriere della Sera riferendosi alla proposta del sindaco di Milano, fatta proprio alle porte della visita del Papa. E a tempi.it aggiunge: «Il sindaco di Milano ha sfruttato un evento mediatico come la Giornata mondiale della famiglia».

Perché avrebbe dovuto attendere la fine della visita del Papa?

Perché così ha mancato di rispetto al Papa e a chi la pensa diversamente da lui. Io non sono d’accordo in generale sul registro delle coppie di fatto, ma se proprio voleva parlarne, poteva aspettare la fine della Giornata mondiale della famiglie.

Milano ha davvero bisogno di questo registro? Negli altri Comuni dove l’hanno istituito non si è iscritto quasi nessuno.
Che ci siano coppie di fatto omosessuali o eterosessuali è una realtà con cui bisogna fare i conti. Non so come sia andata negli altri Comuni e perché si siano registrate poche persone. Ma al di là dei numeri queste unioni esistono e chi le vive ha dei diritti personali che vanno tutelati. Non con il registro ma con una legge parlamentare.

Riconoscere le unioni di fatto avrebbe conseguenze sociali?
Prima di riconoscere dei diritti bisogna certamente distinguere tra coppie omosessuali ed eterosessuali. Ma fermo restando che il matrimonio è solo quello tra uomo e donna, garantito dalla Costituzione italiana, non posso ignorare le altre forme di convivenza.

A volte sembra che i legislatori pensino più alle unioni di fatto che alle famiglie, nonostante le seconde siano molto più numerose delle prime.
È vero che il fenomeno delle unioni civili è meno diffuso di quanto se ne parli, in questo senso la campagna di stampa è faziosa. Penso anche però che chi crede nella famiglia, debba parlare e fare di più: c’è bisogno di leggi a favore della famiglia ma ancora di più serve un progetto educativo sostenuto da chi crede nella famiglia.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •