Un concerto «per dare speranza alla Terra Santa»

Di Leone Grotti
31 Gennaio 2026
L’idea dell’oncologo cattolico di Haifa Hussam Abu Sini per «far respirare israeliani e palestinesi»: «Tutti mi chiedono cosa possono fare per la Terra Santa: ecco, finanziate questo concerto», dichiara a Tempi
La chiesa della Sacra famiglia, unica parrocchia cattolica latina a Gaza, colpita da un raid israeliano il 17 luglio 2025
La chiesa della Sacra famiglia, unica parrocchia cattolica latina a Gaza, colpita da un raid israeliano il 17 luglio 2025 (foto Ansa)

Di che cosa ha bisogno oggi la Terra Santa dopo due anni di guerra feroce a Gaza? Di che cosa hanno bisogno israeliani e palestinesi per alzare la testa oltre la coltre di odio e vendetta che sembra avvolgere ogni cosa in Israele e nei Territori palestinesi? Come si fa ad affermare il desiderio di pace nel luogo dove questa parola sembra aver perso ogni significato? «Noi stiamo organizzando un concerto».

«Un concerto per far respirare la Terra Santa»

La risposta di Hussam Abu Sini non è di quelle standard e la pace di cui parla non è uno slogan buono per i concorsi delle reginette di bellezza. Ma il progetto del medico cattolico arabo-israeliano, oncologo dell’ospedale Rambam di Haifa, è tutto fuorché campato in aria. «La scorsa estate il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha detto che noi cristiani dobbiamo cercare di offrire una nuova prospettiva alla gente», racconta a Tempi il dottore, che è anche responsabile della comunità di Comunione e liberazione della Terra Santa. «Ci ha invitati a pensare a come far respirare la gente, come dare loro speranza perché la nostra vita non è e non può essere solo guerra. Noi abbiamo preso sul serio quell’invito e così è nata l’idea del concerto».

La scelta è caduta subito «sugli amici» dell’Orchestra Enzo Piccinini, fondata nell’agosto 2024 in onore dell’omonimo Servo di Dio nella consapevolezza che «solo un incontro con una bellezza inimmaginabile può risvegliare l’intera persona». Esattamente quello di cui ha bisogno la Terra Santa: «La musica, più di mille parole e giudizi politici, favorisce il dialogo e mostra una bellezza in grado di cancellare dalla testa l’odio e il conflitto», continua Hussam. «È un linguaggio universale, per tutti, che può aiutare ciascuno a uscire dalla mentalità del vittimismo: l’arabo vittima dell’ebreo, il cristiano vittima del musulmano, eccetera. Noi non siamo vittime, siamo molto di più».

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Il compito dei cristiani

La musica non è tutta uguale e l’orchestra con elementi locali e italiani – che si esibirà il 5 marzo ad Haifa, il 6 marzo a Betlemme e il 7 marzo a Gerusalemme – suonerà l’opera 22 di Antonín Dvořák. Una scelta non casuale. «Il fondatore di Cl, don Luigi Giussani, commentando quest’opera, diceva che “per l’Est la dimensione della coscienza del singolo ha l’ampiezza del popolo. Non c’è possibilità di dire pienamente la parola ‘io’ se non in un ‘noi’, se non dentro un popolo”».

Questa, più che una teoria, è l’esperienza di Hussam e di tutta la comunità del movimento di Cl della Terra Santa: «Negli ultimi due anni di guerra a Gaza, in cui abbiamo gridato a Dio il nostro desiderio di pace, ho visto che la persona rinasce nella compagnia della Chiesa e ho capito che questo è il compito qui di noi cristiani: annunciare a tutti questa vita diversa. È quello che vogliamo fare con questo concerto».

«Donate per aiutare la Terra Santa»

Ma per organizzare un evento come questo non bastano ideali e buoni propositi, servono anche le risorse. Per questo Hussam ha lanciato una campagna di raccolta fondi su GoFundMe: «Parlando della Terra Santa negli ultimi anni, la domanda che mi è stata posta più spesso è: “Ma io che cosa posso fare per aiutarvi?”. Ora posso rispondere: fate una donazione e aiutateci a organizzare questo evento di pace».

La risposta finora è stata incredibile, con oltre 130 persone che hanno effettuato una donazione, ma il bisogno è ancora grande. Per fortuna che sono arrivati anche aiuti inaspettati: «È venuto da me un uomo perché curassi sua madre, affetta da un tumore. E ogni volta mi diceva: “Ti abbiamo scelto perché sappiamo chi sei”. Io pensavo che conoscessero qualche parente, perché tra arabi ci si conosce un po’ tutto. Invece poi ho scoperto che aveva assistito a una mia testimonianza in cui parlavo della guerra ed era rimasto colpito».

Qualche tempo dopo, Hussam ha rivisto quell’uomo in televisione come giudice di un talent show musicale. «L’ho subito richiamato e ho scoperto che era un famoso produttore musicale. Allora gli ho parlato dell’idea del concerto e lui gratuitamente ci ha dato un aiuto fondamentale per trovare le sale per l’esibizione è molto altro».

L’orchestra Enzo Piccinini non ha ancora iniziato a suonare in Terra Santa, ma già si vedono i primi frutti dell’idea della comunità di Cl.

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