Il canone di Peter Thiel
Nelle sue conferenze sull’Anticristo, Peter Thiel ha disposto in fila quattro secoli di letteratura, da Bacone e Swift fino a Watchmen e One Piece, leggendo un fumetto e un manga con la serietà che un teologo medievale riservava ai profeti. Dietro l’apparente stravaganza c’è un’operazione precisa: spostare la disputa escatologica dove oggi si forma il senso comune, e procurarsi un canone su misura. Storia di una lettura figurale, dei suoi colpi di genio e dei suoi punti ciechi.
Una punta nera con due occhi, una bocca e una corona governa il mondo da ottocento anni. Si chiama Imu, figura enigmatica. Vive in una terra collocata nel punto più alto del pianeta, regna dalla fine di un secolo cancellato dalla storia, il Secolo Vuoto, il cui studio è proibito ai profani, e si serve di cinque vegliardi che si fanno chiamare «santi». Da quasi trent’anni milioni di lettori inseguono le rivelazioni con cui Eiichirō Oda, capitolo dopo capitolo, scioglie i misteri di One Piece che, con oltre cinquecento milioni di copie, è il manga più venduto di sempre. Tra i suoi esegeti più zelanti figura oggi il fondatore di Palantir Technologies, Peter Thiel.
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