Tunisia. Non fa entrare in classe una ragazza con il velo integrale: insegnante picchiato a sangue

In Tunisia il niqab a scuola è contro la legge, ma gli estremisti islamici salafiti non la riconoscono.

Un gruppo di estremisti salafiti ha fatto irruzione ieri in una scuola in Tunisia picchiando con pietre e bastoni un insegnante perché aveva proibito a una ragazza di entrare in classe con il niqab, il velo islamico che copre interamente il volto. La legge che vieta di entrare in classe con il velo integrale, emanata sotto il regime di Ben Ali, scappato durante le proteste della cosiddetta “Primavera araba”, è stato confermato dal partito islamista Ennahda, oggi al potere, ma la legge non è mai stata accettata dagli estremisti salafiti.

IRRUZIONE NELLA SCUOLA. Murad Ben Hamouda, membro del sindacato degli insegnanti, ha dichiarato all’agenzia Reuters che i salafiti sono entrati in una scuola secondaria del comune di Manzl Bouzelfa, 45 chilometri a est di Tunisi, «cercando di uccidere il direttore della scuola per essersi rifiutato di far entrare in classe una studentessa che portava il niqab». Il soprintendente della scuola, Abdelwahed Sentati, è stato picchiato con bastoni e pietre, riportando la frattura di diverse ossa.

ESTREMISMO SALAFITA. Le aggressioni dei salafiti non sono una novità in Tunisia. Gli estremisti islamici hanno più volte chiesto di vietare a scuola le classi miste, distrutto esposizioni di opere d’arte perché blasfeme e impedito a molte città di ospitare concerti musicali di ogni tipo. In tanti accusano i salafiti dell’omicidio di uno dei leader dell’opposizione Chokri Belaid, che aveva più volte accusato il governo di Ennahda di volere instaurare un califfato islamico. Il partito islamista è sotto tiro anche perché non riesce a fare rispettare la legge: anche in quest’ultimo caso, infatti, nessuno è stato arrestato o fermato per l’assalto alla scuola.