Zelensky chiude la porta a ogni trattativa, gli accoliti di Putin invocano più missili e più sangue. Eppure qualcosa si muove tra Russia, Stati Uniti e Turchia
«La durissima rappresaglia russa può anche trasformarsi in qualcosa di peggio. Kiev sapeva quali sarebbero state le conseguenze dell'attacco al ponte di Kerch. Colloqui segreti sono in corso». Intervista a Fausto Biloslavo, inviato di guerra del Giornale
Da settimane Stati Uniti, Russia e Ucraina hanno più volte manifestato la volontà di porre fine alla guerra con trattative di pace. Ma le azioni sul campo svuotano di senso qualsiasi dichiarazione
Intervista a Markéta Gregorová, eurodeputata della Repubblica Ceca e membro della Commissione per il commercio internazionale. «Dipendere da Baku non è meno pericoloso che dipendere da Putin»
«Questo non è un premio di protesta contro Putin, ma indica una strada: se la Russia non sarà libera, non ci sarà mai la pace». Parla Anna Bonola, docente di Slavistica presso l’Università Cattolica di Milano e codirettrice del Centro studi Vasilij Grossman
Due articoli del Times rivelano gli aspetti pericolosi del supporto Usa: da un lato la rabbia dell'amministrazione Biden per l'uccisione di Darya Dugina da parte di Kiev, dall'altro la vendita spesso illegale di armi al governo Zelensky da parte di contractor privati
I Ventisette continuano a litigare sul tetto al prezzo del gas, mentre la Commissione smentisce di aver mai proposto un piano di emissioni comunitarie per far fronte ai rincari
I 300 mila soldati arruolati da Putin e la controffensiva di Kiev non risolveranno il conflitto. Evitare uno scontro nucleare deve essere una priorità anche per gli Stati Uniti. Le «serie proposte di pace» citate da Francesco sono l'unica strada
Il presidente russo apre alle trattative nel giorno in cui si appropria di quattro regioni ucraine (il 18 per cento del paese). Poi attacca l'Occidente: «Vuole ridurci a una colonia»