manovra

Redazione
14 Luglio 2011
Nel pomeriggio di ieri è stato presentato un pacchetto di emendamenti per rafforzare la manovra e portarla da 60 a 79 miliardi, di cui 45 peseranno sul 2014. Protesta l'opposizione. Ieri incontro tra Tremonti e Draghi. Il governatore di Bankitalia: «Se non si incide su altre voci di spesa, ci sarà un aumento delle imposte»
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Redazione
14 Luglio 2011
Pierluigi Magnaschi legge per Tempi le notizie più importanti della giornata: «Nell'immaginario collettivo degli investitori internazionali l'Italia è entrata nei Pigs, i paesi del Mediterraneo a rischio. Sull'orlo del precipizio le parti politiche si sono venute incontro, ma da lunedì ricomincerà tutto come prima. Non sono ottimista sull'andamento delle borse»
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Redazione
12 Luglio 2011
Ieri Piazza Affari perde il 3,96%, colpite soprattutto le banche. Bruciati in tutto 16 miliardi di capitalizzazione. Lo spread tra i titoli italiani e il bund tedesco si allarga fino a 305 punti e questo comporta 15 mld in più di spese per lo Stato. La Merkel avvisa: «Approvate la manovra, abbiamo fiducia in voi». Napolitano chiede rapidità e serietà a tutte le parti politiche. L'opposizione risponde
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Redazione
12 Luglio 2011
Daniele Bellasio spiega a Tempi perché le borse e le banche europee stanno perdendo così tanto sui mercati: «L'Europa non ha una politica economica unica e si muove con lentezza quando si tratta di risolvere crisi. L'Italia è instabile politicamente. La speculazione un po' c'è ma attacca perché ci sono questi problemi reali»
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Redazione
12 Luglio 2011
Dopo il venerdì nero che ha affossato Piazza Affari e i titoli delle banche, la Consob ha deciso una piccola stretta sulle operazioni allo scoperto degli speculatori che vendono un titolo solo per riacquistarlo poco dopo a minor prezzo. Intanto arriva al Senato la manovra per mettere i conti dello Stato in ordine, collaborazione invocata da tutti gli schieramenti
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Leone Grotti
08 Luglio 2011
L'assessore al Bilancio di Regione Lombardia Romano Colozzi critica la manovra del governo: «I tagli sono necessari ma non possono essere lineari. Il governo poi non ci ha neanche avvisati. Il federalismo prevede il contrario. I tagli sono indiscriminati, non c'è meritocrazia. Le Regioni producono il 16% della spesa pubblica e dovrebbero subire il 16% dell'importo totale dei tagli. E invece è maggiore al 50%. Mentre si azzera il federalismo, non si toccano gli sprechi»
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