La manovra diventa da 79 miliardi, Draghi: «Più tagli o più tasse»

Nel pomeriggio di ieri è stato presentato un pacchetto di emendamenti per rafforzare la manovra e portarla da 60 a 79 miliardi, di cui 45 peseranno sul 2014. Protesta l’opposizione. Ieri incontro tra Tremonti e Draghi. Il governatore di Bankitalia: «Se non si incide su altre voci di spesa, ci sarà un aumento delle imposte»

Secondo il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi «la manovra presentata dal governo è un passo importante, ma occorre definire in tempi rapidissimi il contenuto delle misure ulteriori volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. Perché a questo soprattutto guardano i mercati». E il ministro dell’Economia Giulio Tremonti risponde: «Il decreto per raggiungere il pareggio di bilancio sarà rafforzato per tutto il quadriennio. Sarà approvato entro venerdì e sarà accompagnato in tutti i suoi sviluppi da chi si prende la responsabilità di presentarlo».

“Il ministro e il governatore si trovano come ogni anno all’assemblea annuale dell’Abi, l’associazione tra le banche italiane, (…) ma sulla manovra il governatore avverte che se non si incide anche su altre voci di spesa ci sarà un aumento delle imposte. (…) E poi, aggiunge il prossimo presidente della Bce, alla correzione degli squilibri di finanza pubblica si deve accompagnare un «innalzamento del potenziale di crescita della nostra economia, mediante la messa in campo tempestiva di politiche strutturali incisive e credibili, con comportamenti incoerenti di tutti i protagonisti della vita politica e produttiva»” (Corriere, p. 2).

La manovra dei conti pubblici “sale, di colpo, da 60 a 79 miliardi. Già quest’anno ci sarà un primo intervento per ridurre il deficit di 3 miliardi di euro, nel 2012 la correzione sarà di 6 miliardi, poi salirà a 25 nel 2013 e a 45 miliardi nel 2014: 79 miliardi di euro in 4 anni per rispondere all’attacco della speculazione. Il rafforzamento della manovra è avvenuto nell’arco di un solo pomeriggio, con la presentazione da parte del relatore di un pacchetto di emendamenti concordati con il governo, e che, inutile dirlo, hanno scatenato un diluvio di proteste” (Corriere, p. 3).

Ci sarà “la reintroduzione del ticket sanitario a partire da lunedì prossimo, cioè quando il decreto, che il Senato voterà domani e la Camera nella giornata di sabato, sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale. (…) Il Pd contesta anche le nuove misure a carico delle pensioni, e critica la revisione della norma sulle rivalutazioni. Scatenati, poi, tutti gli ordini professionali, che vedono vacillare gli assetti attuali con la liberalizzazione alle porte” (Corriere, p. 3).