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A Radio Tempi, durante la trasmissione Gli spari sopra condotta da Massimo Giardina e Roberto Regina, il docente della Cattolica Marco Oriani e l'editorialista del Giornale Claudio Borghi commentano la manovra economica varata dal governo. Molto critici su aumento dell'Irap per le banche e l'aumento a scaglioni del bollo sul dossier titoli. Ascolta l'intervista
Nella conferenza stampa di ieri il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha spiegato che la manovra da 25 mld da sola non basta a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014. Serve un intervento da 15 miliardi, affidato alla delega fiscale-assistenziale che già deve ridurre le tasse, secondo l'intenzione del governo. Ecco come è possibile
Giorgio Napolitano ha emanato il Dl sulla manovra finanziaria. Il ministro dell'Economia Tremonti, presentandola, ha dichiarato: «L'intervento è da 48 miliardi, nel 2014 raggiungeremo il pareggio di bilancio». Ma Formigoni attacca: «Il governo non ci ha incontrato. Abbiamo un'ipotesi di manovra da 45 miliardi che non deprime l'economia. Ci ascoltino»
Raffaello Vignali, deputato Pdl, spiega a Tempi perché non sarà una sforbiciata a garantire all'economia italiana un futuro: «Il Patto per l'euro impone all'Italia di rientrare nel giro di vent'anni da un rapporto debito/Pil pari al 119% a uno del 60%. Vuol dire manovre finanziarie da 40-50 miliardi di euro all'anno per i prossimi vent'anni». Se è ottima la nuova fiscalità di vantaggio per chi apre imprese ed è sotto ai 35 anni d'età, per Vignali c'è un'unica soluzione: «Privatizzazioni»
I 39 articoli del testo della manovra finanziaria sono al vaglio del Quirinale e dei tecnici del presidente Giorgio Napolitano. Confermati tutti i punti della vigilia, compresa la sovrattassa sui suv e i tagli ai costi della politica, che partiranno dalla prossima legislatura. Poche liberalizzazioni, Lampedusa sarà zona franca
Ieri il Consiglio dei ministri ha varato la manovra economica, confermando quasi tutte le indiscrezioni della vigilia, rimandando alla prossima legislatura alcuni tagli ai costi della politica e introducendo una tassazione a forfait del 5% per 5 anni per le imprese dai giovani fino a 35 anni e le imprese di nuova costituzione
Ieri il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha presentato ai ministri la manovra da 47 miliardi, che peserà 2 miliardi sul 2011, 5 sul 2012 e 20 miliardi in ciascuno degli anni 2013 e 2014. I colleghi: «E' andata benissimo. Sembrava un altro». Misure previste su pensioni, statali, sanità, costi della politica, riforma del patto di stabilità, accelerazione del processo civile
Daniele Bellasio legge per Tempi le notizie più importanti di oggi: «Tremonti sa tenere i conti in ordine ma poi bisogna liberalizzare e semplificare, per crescere. Positivo l'accordo tra sindacati e Confindustria. Scola non ha solo l'intelligenza, la cultura e l'eloquio ma anche il fisico per essere un arcivescovo di Milano carismatico e significativo»
Dopo le critiche a Giulio Tremonti da parte del sottosegretario Guido Crosetto, per cui la manovra è da pazzi, e le dimissioni del consigliere del ministro dell'Economia nell'ambito dell'inchiesta P4, pur non essendo indagato, Berlusconi tende la mano all'opposizione sul web: «Cerchiamo di realizzare insieme le riforme che servono al paese. Il nostro governo continuerà fino alla fine»