censura
Per cambiare, la Cina non può sperare sulle piccole misure di «autodisciplina» del partito comunista o contare sulle briciole che la leadership concede in termini di libertà ai cittadini. Deve puntare invece su un cambiamento della società civile. Il cambiamento parte dal basso, insomma, non dall’alto. Così dicevano poche settimane fa a tempi.it il grande […]
29 aprile 2011: non c’era televisione, radio o computer che non fosse sintonizzato sul matrimonio reale tra William e Kate. Altro non si aspettava che la promessa sposa facesse capolino dall’auto, a braccetto del padre, perché erano mesi e mesi che si dibatteva su come sarebbe stato il vestito da sposa. E poi eccolo lì, […]
Per sfuggire alla censura del Partito comunista, in Cina fioriscono gli e-book, saghe dal sapore europeo e inchieste contro il potere stabilito. Su circa 510 milioni di cinesi che possiedono un tablet, uno smartphone o un computer, 200 milioni leggono romanzi autopubblicati. I caratteri che ogni giorno sono caricati on line sfiorano i 60 milioni
A marzo in Cina si riunirà il Parlamento cinese farlocco. Un documento inviato al governo dell'Anhui, trafugato e diffuso sul web, raccomanda di «consegnare alla giustizia chiunque agisca in modo sovversivo o si connetta con altre persone su Internet». Commentatore politico cinese: «Scrivere queste cose nero su bianco era tabù».
Artisti e opere cadono in basso perché è stata loro consegnata una libertà senza rischi e senza forma. Sono come bambini impazziti per il lassismo dei genitori, divenuti discoli pestiferi. Si tuffano nella goliardia e, sotto gli occhi condiscendenti di critici e politici, la trasformano in un'industria culturale multimilionaria.
Pechino vuole impedire che le notizie di soprusi e incidenti che le persone diffondono su internet vengano riprese dai quotidiani. Chi le pubblica rischia la revoca a vita della tessera. Il regolamento: "Ognuno deve riuscire a trovare le notizie sul campo. I servizi dovranno avere almeno due fonti differenti per la stessa notizia. I giornalisti dovranno fornire prove precise"
Massimo Mantellini, blogger ed esperto di nuove tecnologie, parla del Ddl intercettazioni e soprattutto della norma ammazza blog, per la quale Wikipedia minaccia di chiudere: «La posta in gioco è una continua incertezza normativa che, come è accaduto in passato sulla definizione di prodotto editoriale, rischia di creare danni e curiose interpretazioni da parte dei giudici»