«È molto difficile trovare il latte al mercato e il poco disponibile è molto costoso. Se non beneficiassimo di questo aiuto non potremmo permetterci di dare il latte ai nostri bambini»
Perfino l’inviato ad Aleppo del New York Times è costretto a riconoscere «la realtà di una ribellione corrotta, brutale e rovinata dai suoi sponsor stranieri»
I bombardamenti sono quasi cessati. La situazione è migliorata ma, racconta monsignor Audo, «la gente non ha un lavoro ed è totalmente dipendente dagli aiuti»
Viaggio nella città più contesa del conflitto, finalmente liberata dopo un assedio durato oltre quattro anni. Qui ancora manca tutto, perfino l’acqua. Ma non la voglia di uscire di nuovo all’aria aperta
Lettera di un medico aleppino: «Su 115 mila abitanti, soltanto 15 mila hanno seguito i ribelli a Idlib. Gli altri subivano l'occupazione. Riusciremo a perdonare?»