Supermercati sotto attacco hacker. «Chi si stupisce, non ha ancora capito»
I supermercati di mezza Europa sono finiti sotto attacco di hacker non ancora identificati lunedì, tanto ad allarmare il governo italiano e anche l’Unione Europea. La temperatura dei sistemi di refrigerazione e conservazione degli alimenti – di solito impostata tra i meno 18 e i meno 25 gradi – è stata manomessa fino a raggiungere i 50 gradi. Sono stati colpiti punti vendita di grandi catene di supermercati in Belgio, Estonia, Finlandia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Germania e Svezia. Solo tre settimane fa, 700 supermercati in Francia erano finiti sotto attacco.
In Italia «l’impatto è stato limitato», si legge in una nota di Palazzo Chigi, ma in Europa in totale decine di milioni di euro sono andati in fumo in poche ore. Questi incidenti, ha dichiarato il portavoce della Commissione Europea Thomas Regnier, «dimostrano ancora una volta che i cyber-attacchi possono interrompere i servizi essenziale e condizionare la vita quotidiana dei cittadini».
«La rete è vulnerabile»
L’identità degli hacker è ancora sconosciuta, così come l’obiettivo degli attacchi, dal momento che nessun riscatto è stato chiesto. «Potrebbe trattarsi di uno stress test per verificare fino a che punto i sistemi sono perforabili», dichiara a Tempi Marco Lombardi, professore ordinario di Sociologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed esperto di terrorismo.
«La rete costituisce un enorme vantaggio organizzativo, economico e industriale. Sarà sempre più utilizzata, saremo sempre più interconnessi. Ma dobbiamo renderci conto che l’Internet delle cose è fonte di enorme vulnerabilità. Tutto ciò che è in rete è perforabile», continua il direttore del centro di ricerca Itstime.
Dopo i supermercati, i trasporti?
L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) ha richiamato ieri gli operatori della grande distribuzione organizzata ad adottare stringenti misure di sicurezza informatica. Non tutti i settori, infatti, sono pronti a difendersi da questo genere di attacchi. «Il settore dei trasporti, in particolare gli aerei, hanno sistemi di sicurezza elevati. Gli ospedali, però, molto meno», continua Lombardi. «Raramente qualcuno pensa che gli oggetti che ha in casa e che sono connessi possano essere manomessi».
Ecco perché, continua il docente dell’Università Cattolica, «bisogna fare un’operazione di educazione rispetto alla sicurezza. Perché è vero che un aereo dirottato può abbattere le Torri Gemelle, ma un milione di frigoriferi che saltano in aria contemporaneamente crea un problema gravissimo alla sussistenza della catena alimentare, per esempio».
La preferenza è una cosa seria.
Aggiungi Tempi alle tue “fonti preferite” di Google:
«L’attacco hacker è una occasione»
Attacchi cibernetici come quello ai frigoriferi dei supermercati «destabilizzano e spaventano il pubblico», ma «rappresentano anche una grande occasione», prosegue il direttore del centro di ricerca Itstime: «Chi si stupisce per attacchi di questo tipo non ha ancora capito che tutto ciò che è in rete è vulnerabile. Non conta se l’attacco viene condotto da una potenza esterna in tempo di guerra o da un competitor economico e da un gruppo criminale. Dobbiamo imparare a difenderci».
Come? «Abbiamo imparato a mettere i soldi in cassaforte? Ora dobbiamo metterci il frigorifero. E la cassaforte è il sistema di tutela della rete, con password e firewall adeguati e tutto quello che serve».
L’attacco ai supermercati in tutta Europa, allora, «è un’occasione per fare campagne di alfabetizzazione sulla cybersicurezza sia sui media che nelle scuole. La rete è un vantaggio, è fantastica ma è anche vulnerabile. È ora che ce ne rendiamo conto».
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!