Strage di Dacca. Indagati professori che insegnavano: «Dobbiamo compiere attentati contro i non islamici»

Decine di professori sono stati messi sotto indagine in Bangladesh. L’educazione all’estremismo avviene anche in università private e pubbliche della capitale, dove sono stati trucidati nove italiani

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Dopo l’attentato terroristico a Dacca del 1° luglio, nel quale jihadisti dell’Isis hanno trucidato 20 ostaggi, tra cui nove italiani, le autorità del Bangladesh sono cadute dalle nuvole. Non capivano proprio da dove originasse questa ondata di estremismo e di violenza.

DOCENTI SOSPETTI. A parte i problemi già evidenziati da tempi.it in precedenza, oggi AsiaNews riporta che la polizia ha scoperto decine di docenti universitari e scolastici che incitavano i propri studenti al terrorismo islamico. Un insegnante di inglese di una scuola media, ad esempio, educava così i suoi alunni: «I musulmani sono perseguitati in tutto il mondo, perciò dobbiamo compiere attentati contro i non islamici».

«MOLTI MUSULMANI FELICI». Il sorvegliante della scuola rivela all’agenzia specializzata sull’Asia: «Quando si verificano attacchi contro le minoranze religiose, molti musulmani sono felici di sapere che i cristiani o gli indù vengono uccisi dai militanti. Gli insegnanti stanno commettendo un grave errore».

ANCHE NELLE UNIVERSITÀ. Uno dei giovani attentatori, Nibras Islam, ha frequentato la prestigiosa North South University della capitale, dove insegnava Hasnat Karim, già legato all’estremismo islamico. Nella biblioteca dell’università la polizia ha sequestrato molti libri inneggianti al jihad.
In totale la polizia ha scoperto predicatori e insegnanti impegnati a diffondere l’estremismo islamico in quattro università private, una pubblica di Chittagong e quattro scuole medie inglesi della capitale. In un istituto situato nel quartiere diplomatico colpito dai terroristi, un professore incoraggiava gli alunni ad attaccare i non musulmani.

Foto Ansa

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