Stamina. Appello internazionale all’Italia: «Caso unico che desta preoccupazione in tutto il mondo»

Tredici scienziati da tutto il mondo firmano un appello: «Questo caso desta molteplici preoccupazioni, soprattuto il bisogno urgente di proteggere i pazienti»

«Il Parlamento italiano sta discutendo una nuova legge che renderebbe legale un trattamento a base di cellule staminali in ospedali pubblici non comprovato. Il trattamento [offerto da Stamina, ndr] può non essere sicuro, non ha basi scientifiche e viola le leggi attualmente in vigore in Italia e in Europa. Questo caso desta molteplici preoccupazioni, soprattuto il bisogno urgente di proteggere i pazienti gravemente malati, esposti a rischi significativi e vulnerabili allo sfruttamento».

APPELLO INTERNAZIONALE. Comincia così l’appello di 13 scienziati internazionali, allarmati dall’approvazione al Senato del decreto Balduzzi che ha di fatto autorizzato i trattamenti con il metodo Stamina del professore Davide Vannoni. L’appello sul caso Stamina, che arriva dopo il richiamo di scienziati italiani e del premio Nobel per la medicina 2012 Yamanaka, è stato pubblicato da Embo Journal, legato a Nature, ed è firmato da scienziati che lavorano e insegnano a Cambridge, Harvard, Bonn, Utrecht, San Diego e Lisbona, per citarne alcuni.

CASO UNICO IN OCCIDENTE. «Solo una scienza e regolamenti rigorosi – continua l’appello – possono assicurare la traduzione della scienza in terapie efficaci, piuttosto che in dannosi prodotti di mercato,  e allo stesso tempo stabilire la differenza tra lo sforzo per trovare nuove terapie e l’imbroglio a danno dei pazienti». Secondo gli scienziati, in tutto il mondo esistono “terapie con cellule staminali” non autorizzate né testate, ma «solo nel caso italiano (…) terapie on comprovate rischiano di fatto di diventare legali, invece che essere bloccate dal governo e dagli enti regolatori. Così, questo è il primo caso in cui trattamenti di questo tipo, non sperimentati in test clinici rigorosi e basati su scarse evidenze precliniche, faranno parte di un sistema sanitario finanziato dal pubblico».

PAZIENTI MINACCIATI. Per questo, continuano gli scienziati, «quello italiano è un caso unico che desta preoccupazione in tutto il mondo. La protezione dei pazienti da potenziali truffe è il motivo principale per cui sono state approntate regole sui medicinali. Il caso italiano è il primo tentativo nel mondo occidentale di rompere questa barriera vitale di regolamenti». E conclude: «Violare le regole minaccia la protezione dei pazienti, spiana la strada agli avventurieri, distrugge il sistema sanitario pubblico e i tentativi di tradurre la scienza in medicina, oltre a sprecare fondi pubblici vitali destinali alla sanità».