Stalin, Pol Pot, Mao, Mugabe: non c’è statua di dittatore che la Corea del Nord non abbia costruito (a pagamento)

Il regime nordcoreano fa affari d’oro con i dittatori: ha appena completato due statue di bronzo di Mugabe da inviare allo Zimbabwe per 5 milioni di dollari

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La Corea del Nord ha tanti difetti: è uno Stato repressivo governato da un regime stalinista, non esiste alcun tipo di libertà, basta avere un dvd sudcoreano o una Bibbia per essere spediti nei campi di concentramento. Però il paese ha anche delle eccellenze uniche al mondo: come ad esempio la capacità di realizzare bronzi giganteschi di dittatori.

STATUE DI MUGABE. Pyongyang ha appena completato due enormi statue in bronzo di Robert Mugabe, dittatore dello Zimbabwe, commissionate dal paese africano per il suo 90esimo compleanno. Come riporta Yonhap, Il giorno ufficiale è già passato ma la Corea del Nord non è in ritardo perché lo Zimbabwe ha previsto un anno di celebrazioni. Le statue, pagate profumatamente 5 milioni di dollari, sono in costruzione dal 2009 e saranno spedite via mare: la più grande nella capitale Harare, la più piccola nel villaggio natale del dittatore Zvimba.
Pyongyang aveva già costruito per il paese africano una statua di Joshua Nkomo, grande nemico di Mugabe, ma che alla morte nel 1999 fu definito “eroe nazionale”. La sua statua, terminata dal regime nordcoreano nel 2013, è oggi visibile nel Parlamento dello Zimbabwe.

STALIN E MAO. La Corea del Nord è famosa per la sua abilità nella costruzione di statue di dittatori ed è tra i pochi paesi disposti a celebrare personaggi che hanno massacrato il proprio popolo: negli anni ’60 Pyongyang ha realizzato un centinaio di statue di Stalin, diverse per il regime cambogiano di Pol Pot e almeno 10 tra i Mao Zedong ancora venerati in Cina.

I DITTATORI KIM. Sul fronte interno, sono tutte “made in Pyongyang” le circa 34 mila statue del “presidente eterno” Kim Il-sung che si stagliano all’orizzonte un po’ ovunque nel paese e le almeno 900 con l’effigie del “Caro leader” Kim Jong-il. Fa eccezione al mercato dittatoriale, la statua che nel 2010 Abdoulaye Wade, ex presidente del Senegal, ha commissionato per festeggiare il “rinascimento africano”. Costo dell’operazione: 27 milioni di dollari.

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