Siria. I terroristi islamici dell’Isil giustiziano sette bambini. «Sono criminali, non musulmani»

Lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante ha attaccato ieri il villaggio curdo di Taliliyyeh. Un video mostra anche un ragazzo giustiziato pubblicamente in piazza a Deir Ezzor per il reato di furto

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I terroristi dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) hanno attaccato ieri il villaggio curdo di Taliliyyeh, che si trova nel nord-ovest della Siria a pochi chilometri da Ras al-Ain, a un passo dal confine turco. Nell’offensiva sono state uccise 15 persone, tra cui sette bambini, un giovane e tre donne.

«CRIMINALI, NON MUSULMANI». Su internet sono circolati filmati dell’attentato, i quali mostrano l’immagine di un uomo che porta in braccio il corpo morto della piccola figlia gridando: «Non sono musulmani, sono criminali». Testimonianze dalla zona dei fatti affermano che i bambini sono stati uccisi a sangue freddo attraverso una vera e propria esecuzione.

ISIL CONTRO CURDI. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani l’attacco potrebbe essere una forma di vendetta nei confronti della milizia curda Ypg, accusata di aver fatto esplodere un’autobomba a inizio settimana nella città di Raqqa, trasformata dall’Isil in un califfato islamico. I curdi, però, respingono «tutte le accuse: anche se siamo in guerra con l’Isil noi non ci macchiamo di simili atti criminali».

GIUSTIZIATO PER FURTO. A conferma della crudeltà dell’Isil, gruppo terroristico che combatte contro Assad e si è macchiato di crimini come la crocifissione di diversi uomini a Raqqa, ieri è stato pubblicato un filmato da Le Veilleur de Ninive girato a Deir Ezzor, nel quale i jihadisti giustiziano un ragazzo.
L’Isil sta lentamente conquistando la provincia strappandola ai ribelli dell’Esercito libero siriano e ai terroristi qaedisti di Al Nusra. Nel filmato, si vede un gruppo di terroristi che dopo aver accusato un ragazzo di furto, gli sparano un colpo alla testa in piazza. Come già successo a Raqqa e Aleppo, l’Isil impone la sharia nei territori che conquista.

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