Siria, il Regno Unito fa dietrofront: «Niente armi ai ribelli»

Secondo fonti vicine al governo citate da Reuters, il timore che finiscano in mano agli islamisti ha convinto «il Regno Unito a non armare i ribelli in alcun modo»

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«Il Regno Unito non armerà i ribelli in alcun modo. Li addestrerà, darà loro consigli tattici e di intelligence, insegnerà a controllare il territorio. Ma che piaccia o no, l’opinione pubblica è contro un intervento maggiore». Si muoverà così il paese che per primo ha avanzato con il premier David Cameron la proposta di armare gli oppositori del presidente Bashar al-Assad, secondo fonti anonime vicine al governo citate da Reuters.

ARMI IN MANI SBAGLIATE. Londra, dunque, ha cambiato idea e secondo un’altra fonte alla base della nuova decisione ci sono due ragioni principali: «I paesi occidentali hanno mutato opinione perché pensavano che Assad sarebbe resistito per pochi mesi e invece ora pensano che può durare ancora anni». Inoltre, «se si inviano armi al generale Salim Idriss [capo dell’Esercito libero siriano dei ribelli], chi può assicurare che non finiranno nelle mani sbagliate e saranno usate contro gli aerei occidentali?».

«ASSAD NON PUÒ VINCERE». Da un mese si sono intensificati gli scontri tra le milizie jihadiste e quelle ribelli in Siria. Finora, in quasi tutte le battaglie queste ultime hanno avuto la peggio e sono state costrette a consegnare le armi agli affiliati di al-Qaeda. Sempre secondo le fonti di Reuters, «speriamo che quest’anno si verifichi [la conferenza di pace sulla Siria]» per raggiungere un cessate il fuoco e una fase di transizione al potere in Siria. «L’obiettivo è realistico ma forse l’incontro slitterà al prossimo anno. Assad intanto non può ottenere una vittoria decisiva, ma solo segnare qualche punto strategico».

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