La Siria è «una polveriera». Obama vuole «sparare alla cieca». Dov’è l’interesse americano?

Lo scrive Ann Coulter, intellettuale di riferimento della destra repubblicana. Il voto del Congresso «non è altro che una foglia di fico»

«Come mi mancano i giorni in cui i liberali si lamentavano che “il resto del mondo” odiasse l’America, invece di oggi, quando il resto del mondo ride di noi». A scriverlo sul suo blog è Ann Coulter, intellettuale repubblicana che ha sempre difeso la guerra in Iraq condotta da George Bush Jr, ma che ora si dice contraria all’intervento in Siria. Al di là della polemica nei confronti di Obama – da sempre un bersaglio della Coulter -, sorprende la sua posizione contraria all’intervento. Di Coulter, infatti, tutto si può dire tranne che sia una pacifista. Anzi.

FOGLIA DI FICO. «Mentre la stragrande maggioranza degli americani si oppone a un attacco contro la Siria, il presidente Obama ha chiesto al Congresso di votare sui suoi poteri di comandante in capo fondati sulla Costituzione», scrive. «Ma il presidente – prosegue – non ha bisogno dell’approvazione del Congresso per sparare un paio di missili in Siria, né, in ogni caso ha promesso di rispettare tale voto. Perché il Congresso, allora, dovrebbe votare?».
Secondo l’intellettuale, il voto del Congresso «non è altro che la foglia di fico per coprire l’idiota ultimatum della “linea rossa” che Obama ha imposto al presidente Bashar al-Assad sulle armi chimiche». «Il Nobel per la pace – scrive ancora – ha bisogno di ottenere un voto al Congresso in modo che, qualunque cosa accada, i media possono incolpare i repubblicani». Ma, avverte, «nessun repubblicano che ha a cuore gli interessi della sicurezza nazionale dell’America – e con ciò si escludono John McCain e Lindsey Graham – può supportare il “piano” di Obama di sparare alla cieca in una polveriera».

DIFFERENZA CON L’IRAQ. «Sarebbe tutto diverso se sapessimo con certezza assoluta che Assad è il responsabile degli attacchi chimici sul suo stesso popolo». Coulter, a parte un video su youtube, non ha ancora visto le prove declamate con foga dall’amministrazione. L’intellettuale conservatrice prosegue facendo un paragone tra la Siria di Bashar al-Assad e l’Iraq di Saddam Hussein: «Sarebbe diverso», per gli Stati Uniti e per il mondo, dice Coulter, «se invece di uccidere alcune centinaia di persone, Assad ne avesse ucciso 5 mila con armi chimiche in un solo giorno, e altre decine di migliaia nel corso degli ultimi decenni». Sarebbe giusto intervenire. «Sarebbe diverso se fosse noto che Assad», come Saddam Hussein, «tortura il suo popolo, approva esecuzioni sommarie, stupri, sevizia le vittime con ustioni e scosse elettriche, spesso di fronte a moglie e figli».  E così, conclude Coulter, «sarebbe diverso se Assad avesse agito aggressivamente contro gli Stati Uniti stessi, programmando di assassinare un ex presidente degli Stati Uniti o dando rifugio ai terroristi che hanno colpito negli Stati Uniti».