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L’Europa nelle fauci del Dragone

Di Rodolfo Casadei
07 Giugno 2026
Il disavanzo commerciale tra Ue e Cina è di 360 miliardi e l’Unione corre ai ripari contro «una minaccia esistenziale». Ma lo fa in ordine sparso e in modo inefficace, dividendosi tra falchi e colombe. Intanto, la nostra industria soffoca
Una nave del marchio cinese di auto elettriche Byd salpa per il Brasile con 7.000 mezzi nel 2025
Una nave del marchio cinese di auto elettriche Byd pronta a salpare con 7.000 mezzi a bordo nel 2025 (foto Ansa)

Le differenze nei costi di produzione tra Cina ed Europa a vantaggio della prima sono «in media comprese tra il 30 e il 40 per cento, e possono superare il 60 per cento in alcuni segmenti», per cui «né lo spostamento su prodotti di fascia alta, né gli aumenti di produttività, né gli adeguamenti organizzativi possono compensare in modo duraturo tali discrepanze». «Tutti i settori industriali stanno evidenziando un rapido recupero tecnologico, o addirittura un sorpasso, anche in aree storicamente dominate dall’Europa (chimica, robotica, nucleare, macchine utensili)». Era febbraio, e con queste parole un rapporto dell’Alto commissariato per la strategia e la pianificazione, organismo al servizio del governo francese, lanciava l’allarme sull’espansione commerciale della Cina, definita un «rullo compressore» lanciato contro le industrie europee. Come ha ricordato Alan Patarga su tempi.it, «nel 2025 i paesi dell’Unione hanno esportato verso la Cina beni per 199,6 miliardi di euro a fronte d...

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