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Siria, Obama abbandona i ribelli. Per combattere l’Isis meglio Assad e Putin

febbraio 12, 2016 Redazione

Mentre avanza l’offensiva del governo per riprendere Aleppo, un capo ribelle protesta: «L’Occidente ci ha venduto ai russi». E probabilmente ha ragione

mappa-siria-aleppo-ISW

Immagine tratta dal sito dell’Institute for the Study of War

«L’Occidente ci ha abbandonati, ci ha venduto ai russi». È un ultimo disperato grido di aiuto quello che un capo ribelle di Aleppo invia agli Stati Uniti attraverso un’intervista con la Bbbc. L’esercito lealista, con l’aiuto delle milizie irachene e degli Hezbollah libanesi, coperte dai raid aerei russi, sta rapidamente conquistando la provincia, accerchiando le forze che si oppongono a Bashar al-Assad e tagliando i rifornimenti che da anni arrivano dalla frontiera turca.

RIBELLI POCO MODERATI. L’analisi del capo ribelle, membro di un gruppo finanziato dall’America, sembra essere corretta: l’Occidente, America in testa, non si fida più  dei ribelli e non crede più nella loro capacità di vincere questa guerra. Non solo per gli insuccessi finora collezionati – sono divisi tra di loro e non hanno né la forza di battere Assad né quella di contrastare lo Stato islamico – ma anche perché i cosiddetti ribelli “moderati” si sono dimostrati ben poco moderati, unendosi in tante battaglie ad Al-Nusra, la filiale siriana di Al-Qaeda, uno dei gruppi più forti sul terreno.

QATAR E ARABIA SAUDITA. Turchia, Qatar e Arabia Saudita sembrano invece ancora intenzionati ad appoggiare le milizie che combattono nelle province di Aleppo e Idlib. Questi gruppi, jihadisti a tutti gli effetti e non molto diversi dallo Stato islamico, saranno però in seria difficoltà se il governo di Assad riuscirà a riprendere il controllo del confine turco, dal quale passano i finanziamenti e gli armamenti dei paesi arabi.

«HANNO SCELTO ASSAD». Il capo ribelle ascoltato dall’emittente britannica, nella stessa intervista, si dimostra molto acuto anche quando afferma che «l’Occidente è spaventato dallo Stato islamico e ha scelto Assad per contrastarlo». Gli ultimi screzi tra Stati Uniti e Turchia sembrano confermare questa tesi. Pochi giorni fa, infatti, l’America ha ribadito che «non considera terroristi» i curdi del Pyd, la cui milizia Ypg in Siria sta efficacemente contrastando lo Stato islamico e allargando le zone sotto il proprio controllo lungo il confine con la Turchia, facendo ulteriore pressione sui ribelli di Aleppo.

putin-obama-ansa

RABBIA TURCA. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan mercoledì ha reagito con violenza alle dichiarazioni americane: «Siete dalla nostra parte o da quella dei terroristi del Pyd e del Pkk (quest’ultimo gruppo considerato in realtà terrorista anche dagli Stati Uniti, ndr)? Hey, America. Per colpa vostra, visto che non li riconoscete come terroristi, la regione è diventata un fiume di sangue». Gli Stati Uniti non hanno reagito alle accuse e si sono limitati a commentare: «Anche i migliori amici non vanno d’accordo su tutto. I curdi sono stati il gruppo che ha avuto più successo nella guerra all’Isis in Siria».

«NEGOZIERANNO SOLO DOPO». Combattere davvero l’Isis, si legge in una analisi pubblicata dal New York Times, sembra ora prioritario per gli Stati Uniti rispetto alla caduta di Assad. Ecco perché Barack Obama e il suo segretario di Stato John Kerry, pur continuando a criticare il regime siriano e il nemico Vladimir Putin, non parlano più di no-fly zone, di intervento militare, ma di un cessate il fuoco come parte di un accordo politico che non prevede più come prerequisito che Assad lasci il potere. «Certo, avranno il cessate il fuoco», spiega al quotidiano americano un combattente della provincia settentrionale della Siria. «Ma solo dopo che Aleppo sarà caduta [nelle mani di Assad]. I russi negozieranno il cessate il fuoco solo dopo aver vinto». Come afferma con rammarico un importante generale americano riferendosi all’offensiva russo-siriana, «ci siamo sbagliati. Forse una soluzione militare alla guerra c’è: solo che non è la nostra».

Foto Ansa


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19 Commenti

  1. underwater says:

    Vieni, Filippo, leggi e chiedi scusa non a me, ma a tutti, per chi foraggi e per i malintesi che prolunghi.

    • Filippo81 says:

      Caro underwater , non scherzare con le cose serie, senza l’intervento dei Russi la Siria sarebbe in mano totalmente all’isis , ad alqaeda e a tagliagole islamisti vari da un pezzo , con tutte le tragiche conseguenze per il Medio Oriente e per la nostra Europa. Liberissimo di simpatizzare per obama o per il suo predecessore, per cameron,per la merkel, per hollande ,per i sauditi o per chi te pare,ma lascia liberi gli altri di pensarla diversamente senza indignarti, anche perche non cambieresti lo stato delle cose.Cordiali saluti.

      • underwater says:

        No, ti assicuro. Mai tifato per Obama. Non mi piace solo il gioco sporco dei troll. Anche io sono contento di quanto sta facendo la Russia in Siria. Solo ammonisco a ricordarsi tutta la storia precedente, anche i secoli XVIII e XIX, durante i quali Mosca voleva estendere un protettorato religioso sulle Chiese ortodosse mediorientali, autocefale o sottoposte a Costantinopoli.

      • underwater says:

        Mai tifato per Obama, per la Germania e per i sauditi. Li esecro.

        • Filippo81 says:

          Siamo d’accordo,ma pensiamo al presente , a quello che è la Russia odierna,cioè un baluardo contro l’integralismo islamico, contrariamente ai governi occidentali.(Ungheria,Slovacchia ecc a parte )

  2. Tarso says:

    Questa è una buona notizia, l’America a malincuore ha fatto il passo indietro e mi aspetto che l’Europa faccia lo stesso. Bene così.

    • underwater says:

      Certe rinunce sono però salutari. Significa tornare a ragionare.

      • Tarso says:

        Caro Underwater, noi siamo cattolici e da cattolici ragioniamo: ci preme la pace, il quieto vivere dei popoli e la libertà di culto in medio oriente. I ragionamenti delle nazioni sono ben altri.

        • Menelik says:

          Ma la pace a che prezzo, Tarso?
          Quale è il prezzo che saresti disposto a pagare per la pace? Una nuova shoah di Cristiani, Yazidi e Curdi, e l’occupazione politico-religioso-militare di tutta l’area Iraq-Siria?
          Secondo te con i nazisti della II GM si poteva stringere accordi di pace?
          Qualche anno fa lessi su un sito web di anarchici un articolo che sosteneva che in Sudan ci sarebbe stata sicuramente una pace stabile, ma solo dopo la sparizione totale della presenza cristiana.
          Praticamente dopo che li hanno passati tutti per le armi.
          Allora – diceva – ci sarebbe stata la pace.
          Dunque qua in Italia bisognava in ogni modo sostenere la guerra civile dei musulmani contro i Cristiani, stando chiaramente dalla parte dei musulmani.
          Pensa che roba !
          Un sito italiano vicino all’area dell’anarchia, gli stessi che fanno dimostrazioni nelle piazze.
          I giornalisti li chiamano amichevolmente “centri sociali” e li guardano con simpatia.
          Infatti lo stesso articolo compariva son altro nome su Repubblica.
          In realtà non lo stesso articolo intero, ma ampie parti di esso copiaincollate, e ripulito delle espressioni più forti, ma il significato restava il medesimo.
          L’articolo era stato solo reso “potabile” al pubblico dei lettori di centrosinistra, but the song remains the same, come dicevano i Led Zep.
          Tornando al punto iniziale:
          tu vorresti mollare l’osso adesso e fare una pace che servirebbe solo a dare una boccata d’ossigeno agli schiavisti daesh e tutta la cricca sunnita? Ma scherziamo?
          E’ adesso che bisogna pestare duro, perché il nemico è alle corde, e se l’Arabia Saudita pensa di intervenire, vuol dire che per i loro alleati occulti si sta davvero mettendo male.
          E i conti in sospeso di quella cricca sono davvero tanti, tra ammazzamenti truculenti, crocifissioni, sgozzamenti, stupri, riduzioni in schiavitù, commercio di donne ingabbiate, uomini bomba il luoghi affollati, macchine bomba, ecc…..
          No, troppo comodo cascare nel tranello della pace adesso, per riprendere la guerra poi con un nemico che ha ripreso fiato.
          Il vulcano ormai è in piena eruzione, e chi ha scatenato questa guerra (isis e compagni di merende), deve affogare nella lava.
          Solo dopo si potrà parlare di pace.

          • Tarso says:

            caro Menelik sono dalla tua parte stai tranquillo. La pace nel senso stretto del termine era possibile prima che iniziasse il conflitto. oramai dobbiamo prima sbarazzarci degli islamisti e combattere quanti in occidente li sostengono. Il Papa mesi fa disse non dico che dobbiamo bombardare che dobbiamo fermare il male. Forse intendeva un attacco di terra…

  3. Menelik says:

    Avete notato che le notizie sulla guerra siriana che ha dato il telegiornale, il 5 mi pare, ma non fa differenza, tanto è la stessa zuppa della RAI, sono di tono completamente diverso da quanto traspare in questi articoli di Tempi?
    Io, francamente, mi fido più di Tempi.
    Sicuramente anche più informato, grazie ai contatti con le Chiese locali.
    Io non ce l’ho con gli Americani per partito preso.
    Gli errori di valutazione della loro Amministrazione sono stati deleteri finora, ed hanno favorito l’isis a al kaida.
    Speriamo che mettano la testa a posto, e quella mano in foto, a Putin gliela stringa.
    Se questo succede davvero, i terroristi hanno i giorni contati.
    Che stupidi, favorire i terroristi pur di scalzare Assad dal suo governo.
    Significa non aver capito proprio niente.
    Mi sembra impossibile per una grande nazione così, con servizi di sicurezza attivi ed efficienti, aver agito in modo così ottuso finora….voler credere al mito dei ribelli antigovernativi islamisti moderati contro ogni evidenza !!
    E, quel che è peggio, fornirli di armi moderne che adesso è un casino da neutralizzare.
    Ma come hanno fatto a prendere una cantonata così?

  4. Menelik says:

    Se cambi spacciatore, forse gli usraeliani non ti affollano la mente di fantasmi.

    • underwater says:

      Già detto e ridetto. Come ha detto Menelik, ci pensa già Tempi ad informarci.

      • Focauld says:

        L’operazione della coalizione russo-siriana ha cambiato notevolmente il teatro delle operazioni e ha causato ogni sorta di conseguenze geopolitiche.Gli espansionisti di Washington ne sono colpiti assieme alla loro coalizione. I media occidentali hanno diffuso altra propaganda sulle decine di migliaia di civili siriani in fuga dalle bombe russe. La situazione cambia di giorno in giorno, ma la Russia continua ad avere l’iniziativa strategica che impedisce alle potenze arabe e occidentali di reagire…

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