Siria: Ginevra 2 si farà. Ribelli accettano di partecipare ai colloqui di pace

La Coalizione nazionale siriana ha chiesto in cambio il rilascio di prigionieri politici e la creazione di un corridoio umanitario per far arrivare aiuti vitali in alcune zone del conflitto

«Grande passo avanti». Così il segretario di Stato americano John Kerry ha definito la decisione presa dalla Coalizione nazionale siriana di partecipare alla conferenza di pace sulla Siria Ginevra 2. Il cartello politico che l’Occidente ha riconosciuto come legittimo rappresentante del popolo libico ha fissato alcune condizioni per la partecipazione: il rilascio di prigionieri politici e la creazione di un corridoio umanitario per far arrivare aiuti vitali in alcune zone del conflitto, ridotte alla fame dalla guerra tra l’esercito di Assad e i ribelli.

ACCORDO DIFFICILE. La Coalizione nazionale siriana, che ormai non rappresenta più nessuna delle forze militari ribelli più forti e importanti sul campo, aveva rifiutato poche settimane fa di partecipare ai colloqui se Assad non si fosse dimesso. Dopo due giorni di discussioni a Istanbul ha cambiato idea, anche se ha ribadito che non verrà raggiunto nessun accordo di pace se il presidente siriano non si farà da parte all’interno di un eventuale governo di transizione.
Il problema è che anche qualora venisse raggiunto un accordo, le milizie legate ad Al Qaeda e quelle finanziate dall’Arabia Saudita, non riconoscendo più l’azione del Cnr, non si sottometterebbero all’accordo.

POLITICI E SOLDATI. Ed è proprio per la sua debolezza e per rispondere alle accuse di essere lontani dal campo di battaglia, che prima di annunciare la decisione di partecipare a Ginevra 2, i ribelli hanno detto che l’avrebbero fatto solo se fossero stati accompagnati da alcuni membri dell’Esercito libero siriano: «Sono dalla nostra parte – avevano dichiarato – combattiamo un nemico comune. Se noi andremo a Ginevra, faranno parte della delegazione».