Siria. Drammatica corrispondenza da Aleppo, assediata dai ribelli che «minacciano tutto ciò che non è musulmano»

La città è isolata, mancano acqua e cibo. L’unico canale di rifornimento è nelle mani degli estremisti islamici. Paura per la sorte dei cristiani

Pubblichiamo un articolo uscito ieri, 1 settembre, su Le Veilleur de Ninive e tradotto in Italiano da Ora pro Siria. In collaborazione con quest’ultimo sito, Tempi, Samizdat on line e Cultura Cattolica hanno lanciato un appello contro l’ipotesi di un intervento armato in Siria.

In un momento in cui il mondo intero punta gli occhi e le orecchie verso l’America, la Francia e il Regno Unito, il cui leader lusingano il proprio ego facendo finta che saranno i salvatori dell’umanità e del popolo siriano, Aleppo è assediata dai ribelli e da Jabhat al-Nusra che minacciano tutto ciò che non è musulmano nella città.

Questo pomeriggio, siamo riusciti a raggiungere il nostro corrispondente locale che ci ha informato che tutte le comunicazioni, tranne che per la linea telefonica fissa, sono bloccate con il resto del mondo. Acqua e cibo disperatamente carenti, il chilo di pane che il nostro corrispondente è stato in grado di procurarsi questa mattina è vecchio di una settimana. La popolazione in loco è molto scoraggiata e vuole che le cose cambino, anche a costo di un conflitto più ampio.

Nel frattempo, le potenze occidentali cercano la coalizione che aiuterà ad aggiungere più morti ai morti  già causati. Un grande panico si è impadronito dei cristiani di Aleppo perché quattro giorni fa i mercenari di Jabhat al-Nusra hanno conquistato la città di Khanasser che era l’unico passaggio per il rifornimento di cibo, farina, olio, eccetera… ed era anche l’unica strada sotto il controllo dell’esercito che permetteva di recarsi in altre città .

A questa grande preoccupazione, si uniscono le minacce degli interventi esteri degli Stati Uniti e turchi.

Ad Aleppo i panifici sono chiusi per mancanza di farina e olio, le verdure sono scomparse dal mercato, l’acqua è diventata scarsa e interruzioni di corrente si ripetono più e più volte. Pregate! Pregate, pregate, pregate costantemente per sostenere i nostri fratelli di Aleppo.

E per quelli fuori della Siria: che esprimano la loro insoddisfazione verso la politica dei loro governi farisei.

Quanto a voi fratelli e sorelle che non avete lasciato Aleppo, pur nel mezzo di ansia e di panico siate fiduciosi nel Signore, perché, voi e tutti noi discepoli di Cristo in Aleppo e altrove, continueremo un giorno la nostra vita al di là della gioia totale di essere salvati da Dio, il nostro Dio, il Dio vero.