Siria: «Crocifissioni, decapitazioni, omicidi. Questi jihadisti sono inglesi e poi torneranno in Gran Bretagna»

Il Times pubblica la lettera di un generale della Free Syrian Army: due terzi dei militanti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante vengono dall’Europa, i peggiori sono inglesi

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Siria, tra i jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis) più di due terzi sono di origine europea, e tra di loro i più sanguinari sono i britannici. L’allarme arriva dal Times, che ha ospitato la lettera di Abduelellah al-Basheer, uno dei leader della Free Syrian Army, la principale delle forze di opposizione al regime d’Assad, nemmeno lui, in verità, uno stinco di santo.
Il generale conferma ancora una volta la terribile verità su tanti ribelli che da mesi si sono radunati in Siria: i più arrivano da Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio… «Noi, popolo siriano, ora vediamo decapitazioni, crocifissioni, pestaggi, omicidi, trattamenti obsoleti delle donne e un approccio antiquato al governo della società. E molti che prendono parte a queste attività sono britannici», si legge nella missiva.

OLTRE 400 I MUSULMANI PARTITI DA LONDRA. Parole che fanno crescere la paura a Londra, dove si fanno da mesi le stime di quanti musulmani hanno lasciato l’isola per andare a combattere in Siria: almeno 400, forse anche di più. Venti sono gli uomini morti nel combattere per la Siria: tra gli ultimi, Abdullah Deghayes, studente 18enne dell’università di Brighton, ucciso a Kassab dove era a combattere assieme ai due fratelli. Una settimana fa è arrivata anche la prima condanna emessa da una corte inglese per terrorismo, verso un cittadino tornato dalla Siria: Mashudur Choudhury è stato dichiarato colpevole dopo che lo scorso ottobre si era recato in Medio Oriente per partecipare ad un campo di addestramento. Le autorità anti-terrorismo inglesi hanno già spiegato di essere disarmate di fronte alle partenze di tanti giovani musulmani, attratti dalla possibilità del jihad, e hanno provato anche a fare campagne di sensibilizzazione tra le donne, chiedendo a mogli, sorelle e madri di contattare la polizia qualora uno dei loro cari stia per partire.

«POTREBBERO TORNARE NEI LORO STATI». Il generale al-Basheer chiede che il governo britannico finisca di ignorare il problema, mandando armi e aiuti a chi combatte contro l’Isis, che non solo fa guerra al regime di Assad, ma talvolta attacca anche la Free Syrian Army. «Se gli fosse concesso di espandersi, questi terroristi, avendo testato le loro abilità nel mio paese, potrebbero tornare nei loro stati, magari in Gran Bretagna, e continuare il loro pericoloso patto di distruzione». E aggiunge: «Siamo in un momento cruciale nella lotta contro l’estremismo violento, e spero che Gran Bretagna e Stati Uniti si scrollino di dosso la loro paura e ci sostengano».

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