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Tutti i partiti di destra contro il “governo dei giudici”. Stavolta in Francia però

Di Rodolfo Casadei
13 Settembre 2026
Le proposte di Républicains e lepeniani per «restituire la parola ai cittadini» su immigrazione e sicurezza e «porre fine alla confisca della democrazia». Gli sconfinamenti del Consiglio costituzionale saranno un tema caldo della campagna per le presidenziali 2027
La sede del Consiglio costituzionale a Parigi (foto Ansa)
La sede del Consiglio costituzionale a Parigi (foto Ansa)

Quando sentite parlare di “governo dei giudici” pensate alla controversia che dai giorni di Tangentopoli attraversa la politica italiana, pensate al trentennio di polemiche e dibattiti animati da leader politici e giuristi che vanno da Silvio Berlusconi a Sabino Cassese? È giunto il momento di allargare i vostri orizzonti, perché la diatriba sul “governo dei giudici” sarà uno dei tormentoni di quella maratona che è la campagna per le elezioni presidenziali francesi dell’aprile-maggio 2027, in corso già da un paio di mesi. Basta leggere quel che ha scritto Le Figaro domenica scorsa:

«Man mano che la sua giurisprudenza si amplia, il Consiglio costituzionale [l’organo francese paragonabile alla Corte costituzionale italiana, ma diversamente composto, ndt] limita il margine di manovra del legislatore. La tensione tra i due non poteva che crescere, con quest’ultimo che denuncia un “governo dei giudici”. Nel 2027, come nel 2022, l’espressione è sulla bocca di tutti i partiti di destra – da ...

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