Siamo come ai tempi di Mani pulite, quando la folla osannava i nuovi Savonarola

Stefano Filippi: «È un’illusione sperare che un futuro buono possa arrivare dalle ghigliottine rivoluzionarie. Ma a un popolo stremato basta poco: la testa dei potenti»

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Pubblichiamo l’articolo apparso oggi sul blog di Stefano Filippi, inviato speciale de “Il Giornale”.

Arrestato l’assessore regionale lombardo Domenico Zambetti, Pdl. Accusa tremenda: aver comprato voti dalla ‘ndrangheta. La magistratura sta dando l’ennesima spallata a un sistema terremotato dagli uomini che l’hanno amministrato negli ultimi anni.

Siamo come nel 1992 di Mani pulite: in un’Italia esasperata arriva il fuoco purificatore delle procure che fa terra bruciata di un’intera casse politica, incapace di reagire e auto-riformarsi. Il popolo applaude, osanna i nuovi Savonarola, unica speranza (all’apparenza) per un futuro diverso. Dalle macerie rinasce qualcosa di nuovo. E dopo vent’anni siamo daccapo.

Non mi piace questo clima di roghi e caccia alle streghe. Conosciamo troppe disillusioni per sperare che un futuro buono possa arrivare semplicemente dalle ghigliottine rivoluzionarie. Distrutto un sistema, non c’è garanzia che il nuovo sia migliore. Ma a un popolo stremato basta poco: la testa dei potenti. Poi si vedrà.

Vent’anni fa il nuovo erano da una parte Berlusconi e dall’altro l’araba fenice nata dalle ceneri del Pci. Oggi abbiamo Renzi e il Monti-bis.
Dovremmo prendere coscienza che la speranza per il futuro, compresa quella per la politica non è nella politica né nella magistratura, ma nelle responsabilità che ciascuno di noi saprà assumersi. Troppo grande è il desiderio umano di una vita buona, degna, giusta, bella, per pensare che ce lo possiamo dare da soli, o – peggio – delegare. E rassegnarci al lamento perenne.

Sfortunato il Paese che affida ogni speranza di cambiamento ai pm, o ai politici, senza rimettersi in gioco.

Quanto ai magistrati, facciano il loro lavoro senza impancarsi a salvatori della patria. Su questo condivido un commento al mio precedente post. Non mi piacciono le conferenze stampa dei pm subito dopo gli arresti. Comprensibile che spieghino alla stampa le loro ragioni, ma al loro fianco ci vorrebbero i difensori degli arrestati. Occorre un’informazione più completa. Invece gli arresti vengono eseguiti senza interrogatori e senza che gli avvocati abbiano potuto esaminare a fondo le accuse. Vorrei conoscere, oltre al (presunto) corrotto, anche il (sempre presunto) corruttore. Vorrei che la carcerazione preventiva non fosse usata come strumento di pressione, se non di ricatto.
È chiedere troppo?

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