Scuola, appello giovani dà risultati. Gelmini: più posti per il Tfa

L’appello “L’Italia è un paese per vecchi” ottiene i primi risultati. In seguito a un incontro sabato con il ministro Gelmini, il vicepresidente Lupi e alcuni firmatari è stato deciso l’aumento dei posti per il Tfa a 13.285 e la determinazione del numero dei posti anche in base all’offerta delle università. Magni (Clds): “Risultato importante”

L’appello “L’Italia è un paese per vecchi” comincia a dare i suoi frutti. Dopo aver mobilitato in poco più di una settimana la raccolta di 14 mila firme, sembrano esserci sviluppi concreti a favore dell’inserimento giovanile nel mondo dell’insegnamento. Sabato a Palazzo Chigi, alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, si sono incontrati con il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, alcuni firmatari dell’appello.

Prima di tutto, i 10.285 posti per i Tirocini Formativi Attivi, previsti dal ministero dell’Istruzione, sono stati aumentati a 13.285. Tremila abilitazioni disponibili in più per le scuole secondarie di I e II grado per l’anno 2011/2012. Il risultato più importante è però un altro, al di là dei numeri: le università influiranno sulla decisione di quanti posti aprire all’abilitazione di anno in anno. Come recita il comunicato del Miur: “I numeri dei posti che saranno assegnati risulteranno dall’incrocio tra quelli pubblicati dal Miur e l’offerta formativa formulata dalle università”. Il numero dei posti disponibili, dunque, non sarà più calcolato solo in rapporto al fabbisogno individuato dal ministero, ma anche in base all’offerta delle università. Dovrebbero quindi ulteriormente crescere i 13.285 posti ad oggi previsti.

Commentando l’incontro a Palazzo Chigi, Francesco Magni, presidente del Clds, Coordinamento liste per il diritto allo studio, ha scritto sul Sussidiario.net che questo “è un risultato importante, soprattutto perché si tratta di un primo passo verso una diversa concezione del rapporto tra abilitazione e reclutamento, più vicina a quella adottata in Europa: l’abilitazione non è una prenotazione del posto, ma l’acquisizione di una idoneità; l’accesso ad essa non può essere meccanicamente determinato dal fabbisogno”.