Scholz (Cdo): «Non cedere all’antipolitica. Bisogna ripartire dalle famiglie e dalle imprese»

Intervistato da Avvenire, il presidente della Cdo spiega il senso del documento presentato dall’associazione. «Lo Stato sociale non va smantellato, semmai riformato»

In un’intervista che compare oggi su Avvenire a firma di Davide Re, il presidente della Compagnia delle Opere, Bernhard Scholz, ritorna sui contenuti del documento presentato dall’associazione in occasione delle elezioni. La nostra nota, spiega Scholz, è un invito a votare, a non «cedere alla rassegnazione, all’antipolitica, ma comprendere le difficoltà del Paese in questo momento storico e scegliere chi interpreta al meglio quella che può essere la strada giusta per ripartire. Vogliamo evitare la sfiducia, perché cambiare in meglio, appunto, si può».

Occorre «ripartire dalle famiglie e dalle imprese. Il nuovo governo deve ridurre la pressione fiscale ai nuclei familiari e alle aziende. In questo contesto va riportato in primo piano il valore dell’educazione per i figli. Misure concrete su scuola e università. Oltre alle politiche per la famiglia, le tasse vanno abbassate anche per le imprese, condizione necessario per renderle più competitive sui mercati. La macchina della Stato ha bisogno di una dieta. È elefantiaca. Bisogna deburocratizzare e semplificare le procedure. Il rapporto tra le aziende e lo Stato vive ancora su tempi troppo lunghi». In uno slogan: «Lo Stato sociale non va smantellato, semmai riformato». E per farlo si può prendere esempio dalla ricetta proposta «in molte Regioni o in ambito comunale viene già applicata con successo: bisogna coinvolgere il privato sociale con maggiore determinazione. Abbiamo ottime esperienze svolte dal terzo settore».