Referendum e temi etici: se il centrodestra firma per i radicali, va contro la sua stessa storia

Sarebbe interessante che ci si dicesse quali sono i quesiti dei radicali che il centrodestra non condivide e come pensa di contrastarli propagandisticamente

È possibile per uno schieramento politico avere all’attivo di bilancio importanti riforme di quadro, dalla legge sulla droga a quella sull’immigrazione, aver difeso la famiglia e la libertà religiosa da tentativi di aggressione, essere stato attento alla sicurezza quotidiana dei cittadini, e poi sostenere referendum che vanno nella direzione esattamente opposta?

È vero, quando il presidente Berlusconi ha apposto la propria firma ai quesiti radicali qualche giorno fa, ha precisato che gli interessano solo quelli sulla giustizia, e che ha sottoscritto altri, che pure non condivide, per permettere comunque ai cittadini di far sentire la loro voce. Si potrebbe obiettare che gli italiani si sono già espressi quando hanno votato il centrodestra; e che, firmando, si creano comunque le premesse perché, attraverso la sottoposizione al voto, i referendum siano approvati.

Sarebbe interessante che ci si dicesse quali sono i quesiti che il centrodestra non condivide e come pensa di contrastarli propagandisticamente: è d’accordo che si torni a considerare non punibile col carcere, né col lavoro di pubblica utilità, la detenzione anche consistente e lo spaccio di droga? O che si renda di fatto impossibile espellere i clandestini, non solo con la cancellazione del reato di ingresso senza permesso, ma pure togliendo il collegamento fra soggiorno regolare e lavoro lecito? Condivide che il divorzio possa essere chiesto dieci minuti dopo le nozze, come accadrebbe con l’approvazione di un altro dei referendum? Infine, ma ci sarebbe tanto altro da osservare, è proprio convinto di dover penalizzare la Chiesa cattolica, riducendole la quota dell’8 per mille? I Radicali, e chi firma con loro, ambiscono a sostituirsi alle mense della Caritas?