I crimini d’odio contro i cristiani in Europa. I numeri e i casi nel rapporto Osce

L’Europa centrale è la più colpita da atti di odio contro i cristiani. Nel solo 2012 ci sono state 89 profanazioni di chiese in Ungheria, 74 in Austria e 35 in Germania

«C’è un’ondata di crimini d’odio contro i cristiani e la Chiesa cattolica in Europa». Le parole del sociologo torinese Massimo Introvigne, segnalate da tempi.it la scorsa primavera, sono confermate dai dati del rapporto annuale sui crimini d’odio redatto dall’Osce (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa). I fatti, segnalati da strutture governative, Ong e dalla Santa Sede riguardano il più delle volte «vandalismo e profanazione contro luoghi di culto, cimiteri e monumenti religiosi».

BOSNIA-ERZEGOVINA. In Bosnia-Erzegovina la Santa Sede segnala un’aggressione fisica contro una suora, un caso di minacce, una chiesa deturpata con graffiti, due casi di danni contro una scuola e una contro un’automobile, otto profanazioni di chiese, cinque delle quali sono state anche derubate. La Missione Osce registra altri ventiquattro episodi di odio rivolti a simboli e luoghi cristiani, compresi i danni a venti tombe in un cimitero ortodosso e la deturpazione di una chiesa.

PAESI NORDICI. In Svezia i rapporti della polizia dell’anno scorso identificano 258 crimini fondati sull’odio contro la religione, di cui 200 nei confronti dei cristiani. Per quanto riguarda i paesi baltici, gli episodi si concentrano soprattutto in Lituania: quattro casi di incendio doloso, un caso di graffiti su una chiesa e un atto di vandalismo. In Finlandia e Norvegia i dati ufficiali delle forze dell’ordine non distinguono fra religioni: in Finlandia si parla di cinquantadue crimini anti-religiosi, in Norvegia di trentanove.

FRANCIA E GERMANIA. In Francia, la Santa Sede segnala quattro casi di profanazione di tombe (oltre 130, quelle coinvolte) e la dissacrazione di una chiesa. L’Osservatorio sulla intolleranza contro i cristiani aggiunge al conto un incidente in cui sono state vandalizzate icone cristiane in luoghi pubblici, tre attacchi incendiari contro le proprietà della Chiesa cattolica, tra cui uno nei confronti di un presepe e due contro una chiesa, inoltre dodici episodi di vandalismo, tre di furto, quattro episodi di dissacrazione di cimiteri. In Germania, i dati delle forze dell’ordine segnalano 414 crimini basati su pregiudizi contro la religione, di cui diciotto comprendono violenze. La Santa Sede parla di quattro casi di profanazione dei cimiteri e trentacinque di profanazione di chiese, la maggior parte cattoliche, e un atto di vandalismo.

ITALIA, AUSTRIA E UNGHERIA. Anche nei paesi storicamente cattolici, la Santa Sede registra crimini fondati sull’odio anti-cristiano: in Italia, si sono verificati ventidue casi di profanazione, di cui otto con furto, e la vandalizzazione di un presepe. In Austria, nel 2012, ci sono stati tre attacchi incendiari contro le chiese, settantaquattro profanazioni, che comprendono anche cinquantacinque furti. In Ungheria, la Santa Sede segnala dieci casi di danni alle proprietà della Chiesa, ottantanove profanazioni, compresi sette furti.