Per la prima volta Israele chiede scusa. Netanyahu fa pace con Erdogan e la Turchia

Israele ha chiesto scusa alla Turchia per i nove attivisti uccisi nel 2010 sulla Mavi Marmara. Con l’appoggio della Turchia, Tel Aviv può studiare un attacco all’Iran.

Israele e Turchia fanno pace. Per riavvicinare i due paesi, alleati per 20 anni, è stata stabilita una road map con l’aiuto degli Stati Uniti che vede impegnati il premier turco Tayyip Erdogan e quello israeliano Benjamin Netanyahu, che a distanza di poche ore hanno dichiarato: «La riconciliazione tra Israele e Turchia può accelerare la caduta di Bashar al-Assad».

IL CASO MAVI MARMARA. Tra i due paesi si è consumata una rottura definitiva nel 2010, quando la nave ammiraglia della Freedom Flotilla I ha cercato di forzare il blocco navale israeliano della Striscia di Gaza. Non essendosi fermata davanti agli avvertimenti della marina israeliana, la nave è stata assaltata dalle forze speciali, che hanno ucciso nove attivisti turchi. Erdogan è rimasto molto deluso dal rapporto dell’Onu che pur sottolineando come il tragico abbordaggio fosse un’azione «eccessiva e irragionevole», certificava la legalità del blocco di Gaza. Per questo Erdogan, anche nel caso recente dello scontro a fuoco tra Israele e terroristi a Gaza, ha speso parole di fuoco contro «lo Stato terroristico israeliano» appoggiando Hamas.

ISRAELE HA BISOGNO DELLA TURCHIA. Ora le cose potrebbero cambiare, anche perché Israele ha bisogno della Turchia per gestire la grana Iran. Scrive il Foglio: «Da notare che la clamorosa “prima volta” di Israele, che dal 1948 in poi mai ha porto “scuse” per un’azione militare, ha tra gli sponsor proprio Benny Gantz, comandante delle Forze amate, che ha lavorato anche come “sherpa” per definirne le modalità. L’apparente contraddizione che ha visto il massimo vertice militare israeliano premere perché Netanyahu si scusasse per un’azione militare, si spiega proprio con i dubbi da sempre espressi da Gantz e da tante parte dei vertici militari [di Tel Aviv] nei confronti di uno “strike” contro l’Iran con un Israele che non godesse più del fondamentale raccordo con la Turchia».

RISARCIMENTO DELLE VITTIME. Ieri Erdogan, dopo una telefonata con Netanyahu sotto la supervisione di Barack Obama, ha ricordato che affinché avvenga una vera riconciliazione la Turchia aspetta il risarcimento per le vittime della Mavi Marmara. La rinnovata pace non sarà semplice ma di sicuro rappresenta un’ottima notizia per la stabilità del Medio Oriente e una pessima per Assad in Siria.